• mercoledì , 21 Agosto 2019

Cristiano Mauri, un don tutto da scoprire

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Don Cristiano Mauri, classe 1972, da Lecco: ingegnere per caso, prete per fortuna, interista per plagio. Ecco come si presenta questo sacerdote innovativo che, nella sua esperienza parrocchiale, ha deciso di cercare di entrare a contatto con una realtà che ha capito essere troppo rilevante nel mondo dei giovani per essere ignorata. Grande ascoltatore, è aperto a star a sentire e prendere in considerazione anche le opinioni in netto contrasto con la sua, perché, come testimonia lui stesso, “anche i più scettici, gli agnostici e gli anticlericali ti rispettano se vedono che non sei bigotto e accetti il confronto”: un modo di relazionarsi innovativo e molto efficace  in una Chiesa che  “parla tanto e ascolta poco”.

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Twitterista incallito, nonché proprietario del blog “La bottega del vasaio” e autore dell’omonimo libro, Don Cristiano Mauri ha come obiettivo quello di creare uno spazio virtuale dove giovani e non, possano incontrare Dio in un clima di confronto e grande tolleranza. Nelle sue parole si vede chiaramente non tanto il desiderio di insegnare quanto quello di confrontarsi con chi gli sta attorno e di aprirsi al dialogo. Un sacerdote semplice e rivoluzionario il cui obbiettivo è  riadattare alla società moderna quei valori del Vangelo che molti sentono troppo lontani dalla propria realtà, schierandosi anche contro quelle decisioni della Chiesa che pensa si allontanino dalla verità del Vangelo e dai veri bisogni della gente.

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A Torino Spiritualità, Don Cristiano concede un po’ del suo tempo al nostro “inviato speciale” Don Moreno raccontandoci un po’ della sua esperienza:

Quest’anno a Torino Spiritualità a parlare di come si può incontrare Dio online c’è un vero twitterista incallito!

Sì , uso Twitter da un paio d’anni e da circa un anno e mezzo gestisco anche un blog, “ La bottega del vasaio”, nel quale riverso tutto ciò che nel mio ministero e nella mia vita di uomo mi attraversa, condividendolo con chi mi segue perché non sia utile solo a me stesso ma anche agli altri. Anche su twitter cerco di condividere un po’ del mio vissuto con l’obbiettivo anzitutto di creare un dialogo e un confronto prima di insegnare qualcosa: insomma  più da fratello che da maestro.

 La domanda di oggi è ‘ si può incontrare Dio online?’, secondo te la risposta è sì?

 Io vivo l’esperienza del web come una grossa domanda, nel senso che da quando ho iniziato ad usarlo  non ho trovato delle grandi risposte da dare a riguardo. Se Dio si trovi anche online non saprei dirlo, sicuramente online si può incontrare molta gente, e dove c’è l’uomo certamente c’è la presenza di Dio nonostante a volte la sua presenza sia mascherata. La vera domanda a cui mi piacerebbe qualcuno rispondesse è: c’è qualcuno che ha incontrato Dio online?

Io non uso il  web per cercare direttamente Dio, è certo però che l’esperienza online ha anche un po’ cambiato il mio modo di cercarlo.

 Giovani che non solo sono digital native ma sono oramai abituati a viaggiare nel mondo digitale e genitori che guardano a questo mondo con un po’ di paura e non riescono ad affrontare il discorso con i proprio figli o a decidere quali regole mettere in famiglia: un consiglio da un esperto a un genitore.

Esperto fino ad un certo punto … (ride divertito, ndr). Io vedo nella rete, soprattutto nei social network, uno strumento da adulti. Ciò non significa che i ragazzi non possano utilizzarlo, ma che non possono essere abbandonati nell’ utilizzo di questo strumento, che a volte non hanno la maturità necessaria per gestire al meglio.

Come in ogni strumento di comunicazione c’è libertà non solo personale  ma anche altrui, e il problema dei social network è proprio questo:  a volte i ragazzi si trovano a incontrare una libertà altrui che non è trasparente e ben intenzionata e questo può sicuramente creare problemi.

L’altro grande problema  che vedo è che la generazione odierna di adulti è chiamata ad educare su qualcosa che, nella maggior parte dei casi, sente estraneo.

Io credo che l’atteggiamento più giusto sia quello di mettersi insieme in una logica di condivisione e di comunione dove l’adulto, facendosi  insegnare dal figlio alcune modalità di approccio a cui non è abituato, può allo stesso tempo portare il proprio contributo di maggiore maturità e consapevolezza riconoscendo pericoli e rischi nei quali il giovane sarebbe ingenuamente caduto.

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 “In un mondo in cui tutti urlano, la gente ha bisogno di qualcuno che li ascolti veramente, e non che aspetti solo il suo turno per parlare”: ecco come un prete semplice è riuscito a creare uno spazio virtuale dove ormai più di 5000 persone si confrontano, si confidano e possono incontrare un po’ di quel Dio che, come un vasaio, modella la vita di questo piccolo grande uomo.

“La bottega del vasaio”: http://bottegadelvasaio.com/

«Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto… Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele.» (Ger 18, 3-4.6b)

[Don cristiano Mauri, Vicario Comunità Pastorale S. Crocifisso di Meda

Piazza del lavoratore 1, 20821 MEDA (MB)
Email: cristiano.mauri@libero.it
Facebook: Mauri don Cristiano – twitter: @MauriCristiano]

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