• martedì , 22 Settembre 2020

La guerra infinita

Da tempo ormai si sta tenendo una guerra fra i soldati iracheni e gli estremisti sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria che si è estesa fino alle porte di Baghdad. Recentemente sono rimasti uccisi negli scontri avvenuti nei pressi della capitale irachena almeno una ventina di militari governativi che stavano partecipando ai conflitti. Questo massacro è avvenuto in contemporanea all’azione dell’esercito fedele al Premier Nuri al Maliki che stava proseguendo la propria offensiva per cercare di riconquistare Tikrit, la quale conduce a Mosul.

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Sono e continuano ad arrivare proprio dalla città di Mosul, attraverso Human Rights Watch, numerose notizie riguardanti la barbarie qaedista contro i civili turcomanni sciiti e di altre comunità non sunnite. In base alle informazioni che sono state dunque fornite si è potuto dichiarare che 40 persone sarebbero state rapite tra il 23 ed il 25 giugno scorsi. All’incirca negli stessi giorni sono stati inoltre fatti saltare in aria quattro luoghi con un fine di culto sciiti e un gran numero di abitazioni sono state saccheggiate.

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Sono state riportate delle testimonianze dirette da parte di giornalisti che hanno raccontato le conseguenze che tali conflitti hanno portato. A ridosso della città di Erbil (nei pressi di Mosul) è stato velocemente allestito un campo di accoglienza per coloro che fuggono dalla provincia di Ninive, dove diverse città sono cadute nelle mani delle  milizie dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria. Camminando fra le file delle tende le famiglie “guardano con diffidenza” i giornalisti, come dichiara in un suo articolo il giornalista del quotidiano “La Stampa”, Francesco Semprini. I bambini fanno da ambasciatori e chiedono di essere fotografati con le loro maglie da calcio in onore dei mondiali che si stanno tenendo ora in Brasile. È senza dubbio da ammirare la reazione di questi bambini che cercano di in qualche modo di “sdrammatizzare” ciò che stanno vivendo che li ha segnati indiscutibilmente per il resto della loro vita…

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Successivamente all’intervento sul campo da parte dell’USA e della Gran Bretagna pochi giorni fa anche Mosca, la capitale russa, ha deciso di intervenire. Il viceministro degli esteri russo Serghiei Ryabkov ha dichiarato durante ad una conferenza, in seguito ai suoi incontri con le autorità siriane a Damasco, che: “ Mosca non rimarrà con le mani in mano di fronte ai tentativi dei gruppi stremisti di diffondere il terrorismo nella regione”.

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