• mercoledì , 18 luglio 2018

Florence: un grande messaggio d'amore

Lunghi capelli rossi, un vestito quasi trasparente new age firmato Gucci, i piedi nudi. È così che si presenta Florence Welch, frontwoman dei Florence and The Machine alla data dell’How Blue Tour di Torino.

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Classe 1986, la cantautrice inglese ha dominato la scena giovedì sera al Pala Alpitour, soddisfando ampiamente i fan. Sono state due ore di intensa connessione con i ritmi talvolta malinconici e grigi, talvolta martellanti e incalzanti dei successi del gruppo indie rock già vincitore di vari premi – tra cui due Brit Awards.

Florence ha il potere di incantare il pubblico, tenerlo con gli occhi incollati al palco. Partendo dalla nostalgica What The Water Gave Me, una delle sue prime canzoni, passando per le più recenti Ship To Wreck e Delilah, dove il palazzetto è esploso, la climax è arrivata al primo picco con la famosa Shake It Out. Senza pause, se non per bere un po’ d’acqua, ha continuato a cantare alcuni tra i brani più amati come Long & Lost, Mother, Cosmic Love, Spectrum e Dog Days Are Over.

Florence, tra un “Grazie!” e un “Ti amo Torino” urlati in italiano, ha regalato alcuni aneddoti della sua vita, focalizzandosi sul suo rapporto con l’Italia. “Ho sempre amato l’Italia. Mia mamma è una professoressa di Storia Rinascimentale, quindi durante la mia infanzia molto spesso eravamo qui, ho visitato moltissime chiese! Siete un popolo passionale, fate sentire il vostro amore e io lo porterò con me!”. Sembra di essere stati catapultati nel pieno del periodo hippie negli anni Settanta. I fan lanciano palloncini a forma di cuore e coroncine di fiori sul palco, e Florence improvvisa danze ispirate, creando una sorta di atmosfera mistica che però calza a pennello con la sua filosofia. Nulla sembra ostentato o falso, si vede che crede sinceramente nel messaggio che lancia.

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Infine, lo show arriva alla sua acmè con You’ve Got The Love, quando la cantante invita i fan ad abbracciarsi e a far sentire questo amore anche una volta finito il concerto.

Dopo un paio di encore le luci si spengono definitivamente ma se ne può osservare l’eco negli occhi della gente che esce dal palazzetto.