• lunedì , 23 Novembre 2020

E’ un buon giorno per vincere

Due fratelli, un sogno in comune. Sono i gemelli Bernard e Martin Dematteis, nati nel maggio del 1986 a Rore, una frazione di Sampeyre in provincia di Cuneo. Entrambi specializzati nella corsa in montagna e nella corsa campestre, per anni si sono allenati alla Podistica Valle Varaita e piano piano, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara, hanno scalato le classifiche di queste specialità e sono riusciti a qualificarsi per una delle competizioni più importanti della loro carriera sportiva: gli Europei.

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Come il fratello Miculà e la sorella Margherita, lui ex ciclista e lei ginnasta, sciatrice e podista, i due gemelli hanno ereditato la passione per lo sport dal nonno, sempre sostenuti dai genitori. Nella gara più importante Bernard è al primo posto. Ha un notevole vantaggio sugli altri corridori e si sta dirigendo sicuro e grintoso verso il traguardo. La vittoria è senza dubbio sua e con questo oro sta peer onfermare il titolo di campione europeo per la terza volta. Eppure, decode di rinunciarci per un bene più grande. Si ferma e aspetta il fratello Martin, percorre con lui l’ultima parte del rettilineo e taglia il traguardo con lui. Era già capitato che in alcune gare i due gemelli avessero tagliato il traguardo insieme, ma questa volta il gesto di Bernard ha senza dubbio un peso diverso: rinunciare all’oro europeo, per il quale si era tanto allenato, per permettere al fratello di coronare il suo grande sogno.

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“Non voglio passare per altruista o generoso” dice Bernard a fine gara “semplicemente, in quel momento ho scelto così. Sul rettilineo finale, ho aspettato Martin per arrivare con lui, ma al secondo posto. Dopo trent’anni passati accanto, in questa occasione sentivo che doveva essere così.”  Perché i grandi gesti, quelli autentici, non seguono logica se non quella del cuore.

Lo scorso anno suo fratello Martin aveva perso il figlio Matteo di undici mesi e dopo questa tragedia aveva trovato una valvola di sfogo nello sport. Il titolo di campione europeo era il suo grande obiettivo, un sogno coltivato nelle fatiche e nelle difficoltà che avrebbe coronato la sua “rinascita sportiva.” “Ringrazio Bernard.” dice il gemello “È una medaglia che voglio condividere con lui perché se ho vinto, lo devo solo a lui: mi ha fatto un grandissimo regalo”.

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Non basta certo una vittoria sportiva a cancellare il vuoto lasciato dalla scomparsa del piccolo Matteo e questo Martin lo sa bene. Però vedere l’amore incondizionato delle persone che lo circondano palesarsi in questi gesti aiuta notevolmente. Bernard è di certo un esempio vivente del fatto che per vincere non serve sempre una medaglia. Anzi, di solito le vittorie più grandi, quelle che contano davvero, sono silenziose, non hanno bisogno di rumore perché tutti le vedano. Questo certamente Bernard l’ha capito e ce l’ha dimostrato nel momento esatto in cui ha deciso di mettere i sogni e gli obiettivi del fratello davanti ai suoi e rinunciare al titolo, vincendo molto di più. Più tardi ha detto: “È questa la mia medaglia d’oro.”

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