• lunedì , 30 Novembre 2020

La paura dietro la porta di casa

“Strage di Nizza, arrestati altri due sospetti”. Questo il titolo di un articolo pubblicato sulla Repubblica dopo due settimane dall’attacco terroristico che ha creato tanto scompiglio sui media, e non solo. La strage terroristica del 14 luglio 2016 è nota anche come la ‘Strage dei bambini‘ per il numero delle vittime sotto i 12 anni; i dati parlano chiaro: 84 morti, 202 feriti in totale, 50 in fin di vita e molti stranieri.

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L’attentatore Mohamed Lahouaiej-Bouhlel compare insieme ad un altro uomo in una foto davanti al camion, poco prima che la strage si consumasse. Altri quattro uomini e una donna sono stati arrestati il 21 luglio con l’accusa di aver fornito l’arma usata il giorno del massacro dal terrorista. Le indagini confermano: l’attentato era stato preparato da mesi. Ma sembra che l’assassino non si sia mai messo in contatto con l’ISIS. Infatti, secondo molti, si tratterebbe di un cosiddetto Lupo Solitario: una persona che non appartiene a nessuna organizzazione terroristica, ma si riferisce solamente ad una di queste per compiere la strage.

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A confermare che Bouhlel sia un Lupo Solitario sono le interviste dei vicini di casa: il ritratto che appare è quello di un soggetto depresso, instabile, solitario e silenzioso, non particolarmente religioso; non praticava il Ramadan e beveva vino, atto che non rientra affatto nei canoni religiosi musulmani, secondo i quali bere alcolici è contro le regole. Dunque il criminale non faceva parte della cerchia degli estremisti islamici. E, nonostante ciò, la strage si è consumata.

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A detta di alcuni si tratterebbe dell’effetto emulativo dei media che spinge dei pazzi fanatici a compiere massacri. I media, riportando notizie riguardanti gli attacchi terroristici,fanno emergere delle manie di protagonismo nelle persone squilibrate mentalmente che si sentono così in dovere di seguirne l’esempio. Questo fenomeno fa soprattutto presa su persone deboli di mente che si fanno coinvolgere da una dottrina secondo cui è meritevole uccidere se stessi per uccidere gli altri. Questo fa sì che il terrorismo sia difficile da individuare, da controllare e soprattutto da reprimere.

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