• lunedì , 27 Settembre 2021

Dio benedica tutti i nostri sogni

di Rebecca Papaianni

“Eccoci, Signore! Mandaci a condividere il tuo Amore Misericordioso. Vogliamo accoglierti in questa Giornata Mondiale della Gioventù, vogliamo affermare che la vita è piena quando la si vive a partire dalla misericordia, e che questa è la parte migliore, è la parte più dolce, è la parte che mai ci sarà tolta. Amen.” Così il Santo Padre ha concluso il suo discorso durante la cerimonia di accoglienza dei giovani a Cracovia, in occasione della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù (27-31 luglio 2016). In coincidenza con l’Anno Santo Papa Francesco ha scelto come tema di questa GMG la quinta delle otto Beatitudini: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5:7), la quale è il cuore dell’insegnamento di Gesù, cioè come arrivare più vicini al Regno dei cieli. La scelta del luogo poi non è casuale: Cracovia infatti è conosciuta come il centro mondiale di culto della Misericordia di Dio, dal momento in cui Gesù Misericordioso apparve a Suor Faustina.

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È proprio in questo clima che 190 nazioni hanno scelto di esserci nonostante tutto. L’atmosfera è frizzante, allegra e serena, ti guardi attorno e la piccola cittadina è invasa dai pellegrini: un arcobaleno di bandiere, gli zainetti colorati, i poncho per la pioggia, i tram pieni, i pranzi in scatola e tanti sorrisi. Non c’è spazio per i pensieri negativi né per la noia, questi giovani sono in missione: c’è un perché profondo se 3.000.000 di loro hanno pregato insieme al Papa al Campus Misericordiae. Ciascuna persona è stata spinta da un fattore a cui non ha saputo resistere, e ora ringrazia per questa fantastica opportunità. Cinque giorni intensi di preghiera, riflessioni e approfondimenti, ma non solo perché le occasioni per far festa sono continue. Camminando per le strade puoi sentire inni, bans e discorsi in ogni lingua del mondo, e nessuno teme di non essere compreso perché tra gesti e qualche parola di inglese si riesce sempre a chiedere una foto o un autografo o semplicemente a stringere amicizia. All’inizio si è timorosi: chissà se dovremo fare una messa ogni giorno, chissà se troverò un posto per il materassino, chissà se mi perderò, chissà se il cibo sarà buono, chissà se riuscirò a farmi la doccia, chissà se… Tanti dubbi che alla fine non saranno che ricordi e sorrideremo al solo pensiero, e magari anche una lacrimuccia righerà il viso. Abbiamo collezionato così tanti ricordi che sia il cervello sia il telefono hanno esaurito lo spazio disponibile.

Cracovia, 30 luglio 2016. GMG 2016 Papa Francesco presso il Campus Misericordiae

È un’esperienza che sicuramente ci ha dato qualcosa, che sia una frase o un amico o un momento o la fede stessa. È stata una GMG ricca di testimonianze che sono state esemplari per molti giovani e spunto di riflessione. Magari adesso siamo già presi da un’altra cosa (si sa che l’estate è così…), ma prima o poi ripenseremo a quei giorni e una scintilla scatterà in noi. Forse un giorno lo racconteremo ai nostri figli e saremo noi ad invitarli ad andare a una GMG. Ricorderemo il discorso del Papa all’inizio della Veglia, il quale ha detto: “Il tempo che oggi stiamo vivendo non ha bisogno di giovani-divano, ma di giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati. Questo tempo accetta solo giocatori titolari in campo, non c’è posto per riserve. Il mondo di oggi vi chiede di essere protagonisti della storia perché la vita è bella sempre che vogliamo viverla, sempre che vogliamo lasciare un’impronta. La storia oggi ci chiede di difendere la nostra dignità e non lasciare che siano altri a decidere il nostro futuro. No! Noi dobbiamo decidere il nostro futuro, voi il vostro futuro!” E ha concluso il suo discorso invitando tutti i giovani a lasciare un’impronta che riempia di vita la propria storia e quella di tanti altri. È questo il messaggio che portiamo nel cuore e con orgoglio diciamo “io c’ero, grazie Papa Francesco!”

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