• venerdì , 19 gennaio 2018

Tre Chitarre, trenta Voci

Sono circa le undici del mattino, è Domenica. Dalla chiesa della Crocetta il fiume di credenti comincia ad uscire dopo la celebrazione. Tuttavia fuori il paesaggio non ricorda più quello di una tranquilla mattinata dai colori spenti e monotoni, tipici della stagione. Alcuni ragazzi sistemano il tavolo con le torte, altri preparano gli strumenti, altri ancora mentre appendono i cartelloni dell’evento scherzano tra di loro e movimentano la quotidianità della zona governata solitamente dai più anziani.

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Questi giovani si sono decisi a portare (prima dell’inizio della messa successiva) colore e originalità. Si suona, Si canta, si mangia in compagnia non con il solo scopo di divertirsi e alleggerire lo spirito ma volendo anche diffondere la notizia dell’ennesimo ritorno di “Musicassieme“, la serata che tutti i ragazzi della parrocchia attendono ogni anno per potersi divertire e abbuffare con amici e parenti godendosi lo spettacolo musicale da loro creato.

Finalmente tutti sono pronti per partire. Con leggera timidezza il gruppo comincia intonando le note di “Gli anni”, brano tanto famoso quanto nostalgico degli 883. Dopo pochi istanti si nota l’aumento nel numero degli spettatori e si sente un coro impacciato che pian piano abbandona l’interesse per la propria immagine per lasciarsi trasportare dalla musica e dal divertimento. Originalmente era stata scelta una scaletta di 5 brani, che però è stata ignorata per accogliere le richieste del pubblico. Alla fine sono state improvvisate canzoni di ogni genere: da “50 Special” e “Hit me Baby one more Time”, che hanno reso difficile soffocare le risate e nascondere i sorrisi per la comicità con cui sono stati suonati.

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Oppure “Certe Notti”, che ha coinvolto tutti nella condivisione di forti sentimenti. Per il tipo di concerto non poteva mancare nella lista anche “Hanno Ucciso l’Uomo Ragno”. Appena suonate le prime note, le parole del testo sono uscite dalla bocca di grandi e piccoli con la stessa naturalezza che si ha recitando il Padre Nostro per i credenti. Il tempo però tra una battuta e una fetta di torta continua a passare. Per movimentare ulteriormente gli ultimi momenti della mattinata, parte improvvisamente “Happy Hour” di Ligabue:  il pubblico con gli applausi sovrasta il suono fuoriuscito dal mini-amplificatore portatile e scolpisce degli inevitabili sorrisi sui volti dei musicisti che dopo prove e contrattempi  sono riusciti a divertirsi e a divertire facendo ciò che più amano.

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La campana delle 11:30 riporta sulla terra le menti di chi si era immerso nel momento. Come saluto viene richiesto un bis della canzone con cui tutto è cominciato. L’aria consiste di felicità e pace, gli ultimi volantini che pubblicizzano la serata vengono presi da alcuni degli spettatori ormai convinti dell’efficacia del duro lavoro di chi ha preparato  torte, cartelloni e canzoni.