• martedì , 25 aprile 2017

Veni, vidi, vici

Solo con la framosa frase di Cesare del De bello Gallico si può riassumere la grande vittoria riportata da uno dei nostri allievi di Valsalice, Luca Garzino, di 3^ Classico B, nel Certamen Augusteum Taurinense, una competizione di traduzione, conoscenza, commento e domande sulle due materie linguistiche per eccellenza (e che rappresentano l’eccellenza) del liceo classico: greco e latino.
Luca è riuscito ad aggiudicarsi il primo premio (500 euro) nella sezione di “Civiltà Classica”, che prevedeva lo svolgimento e la produzione di un saggio breve su Augusto. Tuttavia dobbiamo anche doverosamente ricordare Virginia Preite, che ha ottenuto una menzione d’onore (quinto posto nella stessa sezione del compagno vincitore), e Francesco Acquaviva, capace di guadagnarsi il quarto posto della sezione “Latino” attraverso la corretta traduzione di un complesso brano di Seneca. Incredibile dictu che tutti e tre gli studenti siano di 3^ Classico B, dunque davvero complimenti alla classe in toto e ai suoi insegnanti. Tra l’altro in tal modo hanno segnato ben due record all’interno della competizione: in primo luogo non era mai successo che ben tre studenti di uno stesso istituto fossero premiati in questa competizione su scala nazionale, né tantomeno che fossero tutti della stessa classe.

Ita dixit abbiamo intervistato il vincitore per saperne di più su di lui dopo questa vittoria che aumenta il prestigio del nostro istituto.

Presentati e dicci come sei riuscito a vincere questo premio.

Sono Luca, studente di 3^ Classico B, e non so come sono riuscito a farcela: sinceramente non me lo aspettavo. Per la mia sezione del Certamen ho dovuto scrivere un breve saggio sulla vita e l’operato di Augusto, il primo imperatore romano. Sono rimasto positivamente sorpreso, e non tanto per il premio in denaro (ridendo sotto i baffi, ndr).

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Come mai hai scelto il classico, cinque anni fa?

Ho scelto questo indirizzo principalmente per una inclinazione che ho sempre avuto verso l’ambito umanistico e letterario della cultura. Fin dai tempi delle medie l’argomento mi aveva affascinato. E poi, devo ammetterlo, per una ragione molto più scontata e forse meno ispirata: a causa della mia profonda avversione per tutto ciò che si avvicina ai numeri e alle operazioni matematiche e fisiche.

Cosa puoi dire della tua formazione e di Valsalice?

Sono entusiasta di aver compiuto questa scelta: corrisponde veramente a ciò che volevo e voglio sapere tutt’ora, quell’inclinazione di cui ho parlato. Sono grato alla formazione che ho avuto e rifarei la stessa scelta immediatamente nonostante le difficoltà. Per quanto riguarda Valsalice, è stato un ambiente meraviglioso dove trascorrere questi anni, anche se c’è ancora la maturità e tutto può diventare un inferno dantesco ora.

Ami il latino e il greco?

Non posso dire di odiarle, ma non sono le mie materie preferite: la mia vera passione sono filosofia ed italiano, sia la componente letteraria che quella di vera e propria scrittura. Queste due inoltre sono le materie che spero di approfondire al meglio nel mio percorso futuro. Poi, dato che la prova del Certamen era un saggio breve, mi sono trovato abbastanza a mio agio, pur non essendo molto esperto in storia romana. Ammetto che la retorica ha avuto il suo ruolo, e non di secondo piano.

Abbiamo uno scrittore qui, dunque?

Ora non esageriamo! Posso solo dire che per ora no, ma un giorno, chissà. Riguardo allo scrivere, la parte che più amo e adoro è compiere anche le più piccole scelte linguistiche, stilistiche e lessicali, in modo da rendere più preciso il quadro che voglio descrivere.