• giovedì , 25 maggio 2017

Adulti(mi)

WWW.World Wild Web. Un mondo immenso. Spietato. Terrorizzante. Un labirinto di informazioni dove chi sa districarsi ha la meglio, mentre chi si perde difficilmente intravede il barlume luminoso della via d’uscita. Ma anche il paradiso della moderna libertà, del “vado dove mi pare”, del “faccio quel che voglio”, del qualunquismo gratuito. Uno strumento che fa sentire onnipotente chi lo usa, che in una manciata di secondi è in grado di volare da Miami a Pechino, mentre ordina su Amazon un televisore al plasma e su Foodora un pranzo luculliano (stipendio permettendo). Può terrorizzare, è vero. Ma è anche affascinante, utile. È la Silicon Valley dei cosidetti nativi digitali. È una miniera a cielo aperto. I giovani lo sanno, o dovrebbero. Gli adulti, forse troppi, no. Questi ultimi non comprendono le potenzialità di questo mezzo. Lasciano che tutto scorra (πάντα ρεῖ canta l’ Occidentali’s Karma gabbanico) davanti ai loro occhi, senza che ne capiscano alcunché.

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Devono prendere parte a questa nuova rivoluzione tecnologica, a questa “nuova alfabetizzazione”, come scrive Antonella Landi in “Tutta colpa dei genitori” (Mondadori 2010). Perchè, continua “internet è una realtà meravigliosa. Noi adulti abbiamo il dovere morale di imparare ad “aggeggiare” con quelle macchine che lo sviluppo tecnologico ci ha messo in casa” Quasi fossimo stati costretti ad accoglierle. E ammonisce: “Noi docenti non possiamo più davvero continuare a dire: “Io, lo ammetto, sono tecnologicamente inniorante”. Questa affermazione scaturisce da un’intrinseca pigrizia, da un’ inerzia celata, che rischiano di acuire il divario tra la visione del mondo giovanile e quello adulto.

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Tutti devono camminare di pari passo per usufruire in toto delle opportunità che Internet fornisce. Bisogna che gli adulti siano riaccesi dallo stesso fuoco che tanto li infervorava quando loro erano i destinatari di nuovi cambiamenti, quand’erano loro i giovani. È necessario, inoltre, che mantengano la medesima consapevolezza che senza l’aiuto di un altro, che conosce più radicalmente il cambiamento, è difficile progredire. E sono i ragazzi di oggi i garanti di questo compito. Hanno il dovere, nei confronti del diritto degli adulti stessi di imparare, di aiutarli nel discernimento di questa nuova materia. Anche se questo comporterà ridicolizzazioni e sbeffeggiamenti. Anche se vorrà dire, sottolinea Antonella Landi “andare incontro alla frustrazione che di certo proveremo davanti ai fallimenti che ci ridicolizzeranno, specialmente a confronto con la genialità dei ragazzi”.

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Quell’ acume tecnologico con il quale sono stati allattati fin da bambini, che hanno sviluppato giorno per giorno. In questa “corsa” virtuale gli adulti rischiano di arrivare ultimi, di stagnare in un atteggiamento idiosincratico e riluttante, che rifiuta il progresso. Ma la Rete non è una favola. Può, anzi, diventare una trappola micidiale, che pesca milioni di individui, impigliati dal fitto ordito delle sue maglie, senza rigettarli. Un’oscura selva dove i pericoli sono all’ordine del giorno, se non ci si arma di cautela e continua attenzione. Un oceano immenso che può fagocitare tutti gli individui che vi si tuffano dentro. Il mondo virtuale rischia di far perdere la consapevolezza alle persone (giovani in particolare), che il tempo è denaro e il denaro non va sprecato. E i genitori e gli adulti ne sono consapevoli.

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Ecco uno dei motivi per cui devono diventare più affini a questo “universo parallelo”, perché con la loro esperienza possano aiutare molti giovani, che da soli non ce la farebbero, a capire quali siano le vere risorse del web, come si possano sfruttare al meglio. I genitori dovrebbero interessarsi maggiormente all’ “internetmania” dei propri figli. Due ricerche presenti su www.chiesacattolica.com dimostrano che non lo fanno. Il 48% dei genitori non applica alcun controllo su ciò che fanno i loro figli adolescenti e pre-adolescenti in Rete. Ed è assai preoccupante, perché questi ragazzi, alcuni poco più che bambini, hanno pieno potere decisionale sulla navigazione. Tantoché alla domanda “Cosa fanno gli adolescenti europei online?” le ricerche approfondiscono: “Il 40% ha ammesso di visitare siti inadatti ai minori, il 45% ha visto video inappropriati, il 25% ha cercato immagini o contenuti pornografici e il 3% ha dichiarato di aver acquistato sul web alcool e droghe. Il 10% degli intervistati è stato vittima di episodi di bullismo online”.

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Questi fatti non devono essere trascurati. Internet è uno strumento utilissimo e assai valido, se usato con cognizione, fine che può essere raggiunto tramite la sincrasia tra l’adulta esperienza e la pragmatica genialità dei giovani.