• venerdì , 23 giugno 2017

Le scienze tra utilità e bellezza

di Stefano Barbero

Molti affermano che le conoscenze scientifiche utili siano solamente quelle elementari e che quelle avanzate siano da relegare nelle mani di bizzarri cervelloni. Questa pragmatica tensione all’utile è paradossalmente anche uno dei fattori che spinge gli scienziati nella loro ricerca. Pitagora osserva la natura, ne coglie le caratteristiche, crea oggetti astratti e polivalenti: con il suo teorema si dimostra la relatività di Einstein. Nel contempo il greco va oltre l’utile e divinizza la materia opponendosi a chiunque la pensi in modo diverso. Lo scienziato è tenace e vede in un modo unico e suo i dettagli. Fornisce ipotesi apparentemente surreali che diventano realtà con la conferma sperimentale dei dati; questa individualità e libertà è la bellezza della scienza.

copernico

Emblematico è il caso di Copernico. Quando i seguaci di Tolomeo sostenevano il geocentrismo, soffermandosi a una prima “navigazione” della realtà, trovò la soluzione. Ipotizzò l’eliocentrismo che confermò con il calcolo di orbite ellittiche, e non circolari, ottenendo conferme nei moti dei pianeti. Questa è la potenza della scienza, per cui le teorie non sono valide per sempre ma fino a prova contraria. È sempre importante un diverso punto di vista, frutto della fantasia del singolo. Per questo il modus operandi della scienza è spesso il gioco, che stimola la fantasia e rende intrigante questo mondo per l’uomo, che ritorna bambino sperimentando. Le gare di problemi e gli esperimenti sono stati e sono ancora strumenti ludici e contemporaneamente di ricerca. Nel nostro mondo eccessivamente legato al concreto può risultare dunque strano che la scienza sia legata a “perdite di tempo”.

rucbik

Ma Einstein stesso sosteneva la necessità di riflettere perdendo tempo e giocando, e di non confondere la scienza con il materiale settore degli affari. Copernico associava se stesso a Gesù Cristo, che fu compreso solo molti anni dopo la morte: così lo scienziato vive d’incomprensioni.

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L’aspetto delle scienze che più incarna bellezza e utilità ed è di difficile comprensione ai più, è il concetto di assioma. La fisica e la geometria hanno come fondamenti gli assiomi di Euclide e Hilbert, le regole del gioco. Come il fuorigioco nel calcio ha cambiato il modo di giocare ed è spesso oggetto di critiche quando decide le partite, così sono gli assiomi. Lo studioso si scontra con essi, li deve rispettare e considerare veri. Solo così può ragionare “per causas” e rendere utile la scienza. Eppure deve costruire la realtà su rette infinite e punti che non hanno dimensione. Questo rende la scienza affascinante e dà valore all’interpretazione e libertà del singolo. Che deve anche saper collegare bellezza e utilità.

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Se il fine non è positivo la scienza non è utile perché va contro la sua stessa bellezza. Alfred Nobel si accorse di essere noto solo per la dinamite, e maturò una preziosa idea. Tutti i suoi averi producono interessi che premiano scienziati e filantropi. Volle così evidenziare la connessione tra la bellezza intrinseca nella scienza e il bene per l’uomo che con essa migliora il mondo.