• sabato , 18 novembre 2017

Orrore a San Pietroburgo

Intorno all’ora di pranzo nella metropolitana di San Pietroburgo, la seconda città più importante della Russia, si è verificata un’esplosione all’interno di un convoglio 81-717 fermo nella stazione “Ploshchad Sennaya“.

Secondo l’agenzia russa “TASS” e l’ucraina “KorrespondenT.net” il bilancio dell’esplosione è di 10 persone morte sul colpo e più di 50 feriti portati in ospedale. L’esplosione, scrive “La Repubblica”, è stata causata da un ordigno artigianale probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio e reso più pericoloso dall’aggiunta di elementi lesivi che, all’esplosione dell’ordigno, sono stati scagliati in ogni direzione. Poco dopo è stato inoltre trovato un altro ordigno inesploso in un convoglio nella stazione Ploshchad Vosstania. L’intera rete della metropolitana è stata chiusa.

Dopo l’esplosione il presidente russo Vladimir Putin, che si trovava a San Pietroburgo al momento della deflagrazione, si è espresso: “Non è chiaro ancora quali siano le cause, le stiamo vagliando tutte, incluso il terrorismo“, pista sostenuta soprattutto dal procuratore generale.

Nei momenti successivi alla deflagrazione non è mancata però la solidarietà dei passeggeri presenti nella stazione al momento dell’attentato, che prontamente sono intervenuti per aiutare i feriti e i medici, subito intervenuti con le ambulanze.