• martedì , 25 aprile 2017

A tutta scienza

di Stefano Barbero

A Valsalice i numeri contano ma a contare sono soprattutto i tanti allievi che hanno preso parte in questi mesi alle attività scientifiche della scuola. Li abbiamo ascoltati per farci spiegare in cosa consistono le esperienze di Matematica e Fisica.

Il classicista Francesco Acquaviva racconta così il suo primo approccio con la Palestra di Matematica: “Ho iniziato la Palestra di Matematica quasi per gioco, con l’intenzione di avvicinarmi ad una materia finora poco approfondita, visto che tra pochi mesi con molta probabilità diventerà il mio principale oggetto di studio.”

Come erano strutturati gli “allenamenti”?

“Abbiamo avuto modo di affrontare enigmi, teoremi e giochi matematici e apprendere il ragionamento logico su cui si basano, aiutati da studenti universitari e professori della nostra scuola.”

Gli argomenti erano complicati per una persona alle prime armi?

“Inizialmente districarmi tra dimostrazioni, teoremi, enunciati è stato un po’ come essere travolto da un fiume in piena, ma l’impatto con un approccio così pratico alla materia mi ha fatto comprendere quanto sia fondamentale per un approfondito studio della realtà. Con il passare del tempo mi ha divertito, rivelando il suo fascino anche dietro curiosi indovinelli.”

Cosa porti a casa da questa esperienza?

“Il corso è stato un assaggio di argomenti che spero di poter approfondire, e mi ha fornito un grande aiuto per quanto riguarda l’orientamento universitario e in generale un “approccio scientifico” alla realtà.”

Francesco Acquaviva

Abbiamo poi chiesto a Fabio Pitto, vincitore dei Giochi di Archimede della nostra scuola, di descrivere questa amatissima competizione: “Ho sempre trovato divertenti e stimolanti i Giochi di Archimede perché valorizzano delle capacità che spesso non emergono a scuola. Può ottenere ottimi risultati anche chi non conosce molte formule o regole, che in una verifica sarebbero fondamentali. Contano invece la fantasia, la capacità di interpretare i problemi e individuare gli indizi per la soluzione.”

I risultati limitano il divertimento o sono un motivo per dare il massimo?

“È possibile anche passare a fasi successive, quindi è importante fare bene e il risultato invoglia a impegnarsi, però questo non rovina il clima tra di noi. Nessuno prova a imbrogliare per passare avanti e così ottiene anche un riscontro oggettivo delle proprie abilità, per migliorare quelle in cui è carente ottenendo grandi soddisfazioni.”

Anche a scuola ci si mette alla prova per migliorare, cosa c’è di diverso nelle gare?

“A scuola capita di non esprimere alcune delle proprie qualità per paura di sbagliare, nelle gare è meno importante se si ottengono risultati scarsi, si può ritentare l’anno successivo e, comunque, ci si è divertiti.”

Alcuni ragazzi di Valsalice, alla Festa della Matematica dell’anno scorso

 

Infine Luca Cerrato ci parla del laboratorio di fisica: “Quest’anno è stata la mia prima volta alla Festa della Matematica, dove abbiamo esposto la macchinina costruita nei tre mesi precedenti durante il laboratorio di fisica. È stata fondamentale la collaborazione tra di noi, senza un pezzo la torre sarebbe crollata dato che ognuno aveva un compito da portare a termine in base alle proprie abilità. Poiché ho una passione per i lavori manuali, oltre a lavorare sul basamento della macchina ho provato anche a imparare qualcosa di più sulla programmazione di Arduino, su resistenze, batterie, pannelli fotovoltaici e sul funzionamento di alcuni sensori.”

E come è andata?

“E’ stato molto interessante, in modo particolare capire i progetti delle altre scuole, e soddisfacente esporre il nostro lavoro a giudici e curiosi. È stata un’occasione per dare sfogo alla nostra inventiva e approfondire in modo diverso la materia.”