• venerdì , 23 giugno 2017

100% ITALIANO

di Letizia Saini e Vincenzo Aquino

C’è un romanzo dietro ogni fotografia. Una storia implicita che può essere tratta da una mente creativa.

Una mostra in bianco e nero dedicata all’Italia degli anni 1946-79. Storia, civiltà e costumi, un ritratto a tutto tondo dell’Italia del dopoguerra che risorge dalle macerie dei bombardamenti e guarda in alto al progresso. Fotografi professionisti che con i loro obiettivi si aggirano tra mucchi di macerie, fanno la fila per un pezzo di pane, navigano su quartieri inondati.

Sull’obiettivo restano impressi desolazione e sconforto, volti pallidi e sconvolti: su tutto domina un silenzio di incredulità.

Poi all’improvviso una ripresa, una svolta, il boom: è la fine del protezionismo, l’incremento vertiginoso del commercio internazionale. Sono gli anni del welfare state, dell’american way of life , della febbre edilizia e di un colossale fenomeno di immigrazione interna dal Sud al Nord. Alle spalle di una società borghese che vive all’insegna del consumismo e del benessere, ci sono i salari bassi e lo sfruttamento della classe operaia.

Nel ’61 il numero delle tute blu supera per la prima volta quello dei contadini, nel ’70 viene fondato lo Statuto dei lavoratori.

Negli ultimi scatti, manifestazioni di femministe, cortei di operai e contestazioni studentesche.

1946. Archivi dell’agenzia Farabola. Macerie: materiali e morali. Un’Italia distrutta rappresentata dalla casa completamente demolita di Lucio Fontana. I soldati più fortunati ritornano dai fronti di guerra, le donne sono vestite di nero e i bambini abbandonati sui cigli delle strade.

Milano,1946. Federico Patellani descrive il dramma della fame che sta travolgendo la popolazione. È l’anno più duro: i prezzi per un pezzo di pane sono inaccessibili. In questo momento sembra impossibile assicurarsi un futuro o costruire una famiglia.

1960. Periferia di Roma. Federico Garolla ritrae Pier Paolo Pasolini (sulla destra) che gioca a calcio con un gruppo di ragazzini. Non c’è nessun controllo sulle strutture nello sfondo, lasciate al deterioramento e all’incuria. Nessuna cura all’estetica. La natura è violata, senza attenzione alla fragilità del territorio italiano.

1948, Milano. Uliano Lucas, impegnato nell’indagine sociale, ritrae un emigrato sardo, contadino urbanizzato. Sullo sfondo è raffigurato il grattacielo Pirelli. Lo sviluppo industriale ha condannato il declino del mondo agrario. È iniziata la grande Italia industriale.

Roma, ingorgo stradale sulla via che porta al mare. La vacanza diventa un simbolo del benessere, non più circoscritta ad un’élite,  ma un diritto concesso a tutti, un’accelerazione dei consumi, risultato del boom economico degli anni ’50.

Paola Agosti ritrae la manifestazione delle donne dell’otto marzo. Le donne vogliono fare e cambiare, ma hanno contro tutti: il mondo maschile, la Chiesa, e persino il partito comunista. Con la loro tenacia,tuttavia, negli anni ’70 riescono a ottenere molto e affermare i nuovi diritti.

1977, Milano. I giovani non hanno più un futuro assicurato come la generazione precedente. È cambiata la loro condizione ed è ricominciata la contestazione studentesca.

Carla Cerati immortala in una foto la riforma che prevede l’obbligo dell’istruzione scolastica fino ai quattordici anni. La scuola media verrà introdotta nel 1968. La piaga dell’analfabetismo èancora diffusa in modo impressionante e si cerca di assicurare un futuro ai giovani italiani.

1951, archivi Farabola. Il Po esonda. Gli sfollati di Sant’Apollinare si ritrovano senza casa in rifugio provvisorio su una barca.