• mercoledì , 17 ottobre 2018

Tecnologia e società

di Matteo Deasti

Tecnologia, un bene in grado di uccidere.

Dopo pochi anni di evoluzione continua di questa nuova frontiera, addirittura denominata come “Terza rivoluzione industriale”, si è arrivati a credere che essa sia esagerata per l’Uomo, che sia entrata troppo nel profondo dell’ Animale Razionale di aristotelica memoria. Ci sono però moltissimi aspetti positivi della tecnologia, per esempio la sua applicazione nel mondo della scienza medica ha aiutato a migliorare gli strumenti di cura e le scoperte di nuove malattie e di conseguenza si è riusciti a salvare moltissime vite. Un altro esempio può essere la scienza naturalistica, legata ai problemi che stanno nascendo e rivoluzionando il nostro pianeta Terra: recentemente è stato pubblicato un articolo sulla rivista “Focus” che riportava dei dati sconcertanti, acquisiti grazie alla tecnologia satellitare, i quali affermavano che attraverso il nuovo aggiornamento dell’app “Google Maps” una squadra di ricercatori è riuscita a trovare 467 milioni di ettari di foreste nelle zone aree della Terra. Questa scoperta porta quindi gli scienziati che si occupano dell’ambiente a rivedere i dati dell’assorbimento dell’anidride carbonica per la stabilizzazione del clima terrestre.

Certamente la nascita dei nuovi meccanismi di comunicazione virale come i social e le chat room non hanno aiutato la tecnologia ad essere ben vista dai suoi utenti. Infatti è luogo comune sempre più diffuso che quest’ultima renda le persone dipendenti da smartphnes e altri apparecchi elettronici.

Le cosiddette persone vecchio stampo denunciano e accusano l’uso sproporzionato di questi strumenti senza però apprezzarne i vantaggi e le possibilità che essi ci danno; certo ci sono coloro che fanno del loro utilizzo una necessità, ma anche quelli che ne fanno buon uso, sfruttando le agevolazioni e tutte le loro funzionalità al fine di migliorare e facilitare la vita.

Parlando di tecnologia è però sbagliato pensare solamente alle appendici elettroniche attraverso cui riusciamo a metterci in contatto con il mondo intero; infatti quella è solo una minuta parte di quello che la tecnologia ha sviluppato in questi pochi decenni dalla sua nascita.

Si potrebbe pensare che dal punto di vista culturale questa “Terza rivoluzione industriale” non abbia condizionato troppo il modo di vivere e comprendere la cultura, tuttavia, grazie a moltissime iniziative tra i banchi di scuola, all’interno delle sale dei musei o tra gli scaffali delle biblioteche, la tecnologia è entrata nel mondo della cultura: basti pensare nelle scuole all’adozione della lavagna multimediale LIM, o all’abolizione del libri cartacei sostituiti dai tablet, nei musei sempre più spesso si possono incontrare delle presentazioni multimediali degli oggetti esposti e infine nelle biblioteche c’è la possibilità di assistere ad una lettura di un audiolibro. Possiamo tranquillamente affermare che ormai, e in futuro sempre di più, la tecnologia è entrata in modo prorompente nella vita sociale e quotidiana di ogni uomo. Sta di conseguenza ad ognuno di noi decidere che uso farne: se essere usati e quindi corrosi dalla sua dipendenza, o usarla al fine di essere aiutati e agevolati in molti ambiti della vita di tutti i giorni. Il suo impatto sulla società potrebbe però in alcuni casi diventare anche disastroso, causando, a volte, choc o anche morti, come è successo svariate in svariati casi nel 2016 per il cyber-bullismo, fenomeno che ha spinto molti giovani al suicidio, istigati, via web, dai cosiddetti haters: coloro che odiano una persona, e vogliono il suo male.

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