• domenica , 20 Settembre 2020

Lo spreco alimentare

di Elena Hu

Lo spreco alimentare ha raggiunto un livello spaventoso: un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce nella spazzatura.

Innanzitutto il cibo è un elemento che influenza in modo incisivo molti fattori delle popolazioni mondiali, come la tutela dell’ambiente, la biodiversità, la promozione delle comunità locali, delle loro tradizioni e della loro cultura. Tra il nord e il sud del mondo esiste inoltre un enorme squilibrio: le cause sono le continue carestie, guerre, siccità, pestilenze, sovrappopolazione, lo sfruttamento economico e l’eccessiva produzione alimentare. In breve, nel nord del mondo, si produce e si acquista troppo cibo, molto spesso si getta l’alimento prima ancora di consumarlo. Nel Sud, invece, il cibo si spreca per mancanza di infrastrutture adeguate, di strumenti per la conservazione e il trasporto in tempi utili.

Per ridurre questo divario bisogna iniziare a sprecare di meno il cibo, far sì che ci sia un consumo consapevole da parte di tutti: solo in questo modo potremmo garantire un futuro più stabile ai nostri posteri.

L’alimento influisce in maniera determinante e porta con sé un’insensata pressione sulle risorse naturali, sul clima e sulla terra. Infatti produrre in modo eccessivo significa utilizzare più materie prime ed energia del necessario. In questo modo lo spreco di risorse viene così amplificato durante la distribuzione, nelle nostre case e infine anche nella fase di smaltimento dei rifiuti. E’ un circolo vizioso.

Lo spreco è un problema globale serio perché riguarda tutti gli attori nella catena e lascia affamate molte popolazioni, quasi un miliardo di persone. Nelle ultime notizie si riportano situazioni critiche, in questo caso si tratta di 20 milioni di vite umane a rischio a causa della grave carestia che sta colpendo la Somalia, il Sud Sudan, la Nigeria e molti altri Stati africani.

La Somalia in particolare è stata colpita da una grave siccità negli ultimi anni; recentemente è stato lanciato un messaggio da Save the Children alla comunità internazionale, dove si dice chiaramente che servono con urgenza un miliardo e mezzo di dollari per supportare le agenzie che si occupano di questo problema.

Inoltre a causa della malnutrizione 20mila bambini rischiano di morire nei prossimi mesi in Somalia. Sale in modo impressionante il numero dei piccoli affetti da malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa della patologia. Tra le cause, il clima è sicuramente una delle principali ed inoltre le piogge più recenti in Somalia sono state irregolari e insufficienti a garantire la crescita del raccolto.

Sono presenti in tutto il mondo situazioni del genere ed è importante che vadano sistemate, dal momento che il nostro futuro dipende proprio da questo.

Col passare del tempo ci si rende sempre più conto che l’uomo tratta il cibo come merce privadolo dei suoi valori. E’ dunque importante trovare un equilibrio, perché il cibo ha un valore immenso sotto tutti i punti di vista.

Lo spreco alimentare è inaccettabile e contrastarlo è il nostro compito, per combattere bisogna innanzitutto cambiare le nostre abitudini, informarsi e comprendere con chiarezza le cause, capirle e chiedere a tutti coloro che sono coinvolti di impegnarsi, creando un nuovo stile di vita che si fondi sui valori di salvaguardia della biodiversità, conservazione delle risorse naturali e sviluppo inclusivo.

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