• lunedì , 22 gennaio 2018

Vaccini sì, vaccini no

Tra le scoperte dell’uomo, le vaccinazioni sono da considerare tra le intuizioni maggiori che hanno portato l’umanità a controllare e debellare la maggior parte delle malattie infettive. Nel corso della storia l’uomo è intervenuto sull’ambiente, modificandolo, e su se stesso cambiando i comportamenti per migliorare le proprie condizioni di vita e per potenziare gli standard della propria salute. In questo caso fu proprio il medico britannico Edward Jenner il primo a scoprire la vaccinazione come tecnica per sconfiggere e prevenire le malattie epidemiche. In Italia furono introdotte verso la fine dell’800 sulla spinta delle esperienze acquisite in Europa con il vaccino contro il vaiolo. I criteri che da allora fino all’inizio del XXI secolo hanno indirizzato gli interventi dell’autorità sanitaria sono stati la disponibilità di un vaccino efficace e sicuro, la situazione epidemiologica, la rilevanza sanitaria e sociale della malattia che si intendeva prevenire.

Da sempre però il problema rimane lo stesso. Vaccini sì o vaccini no. Il tema è delicato. I pareri discordanti. Da una parte ci sono i contrari che mantengono una posizione critica nei confronti dei vaccini. Non li ritengono di certo il male più assoluto, ma sostengono il fatto che possono avere degli effetti collaterali e sviluppare reazioni avverse di cui purtroppo si tiene poco conto. Ritengono dunque sia necessario informarsi e pretendere di stabilire insieme al pediatra il rapporto tra i rischi e i benefici che non è certo uguale per ogni bambino. Questo è fondamentale in quanto spesso le reazioni sono taciute e misconosciute ad esempio allergie, shock anafilattico, patologie autoimmuni fino alla morte. Dall’altra invece i favorevoli che appoggiano le evidenze scientifiche che dimostrano che gli effetti positivi sono superiori rispetto a quelli negativi, ma sono d’accordo sul fatto che le inmunoprofilassi non vadano prese a cuor leggero.


Nonostante però i pareri dissimili non si può più lasciare spazio ai “se” o ai “ma”. È importante ricordare che con la mobilità attuale è difficile essere sicuri, facendo conto solo sulla copertura offerta dalla vaccinazione degli altri. Non solo arrivano in Italia persone da paesi dove l’assicurazione vaccinale è molto inferiore, ma i ragazzi oggi viaggiano fin dalla prima adolescenza e possono contrarre all’estero malattie che possono sembrare ormai un retaggio del passato.

È giunta dunque l’ora di farla finta con i pregiudizi sempre più frequenti. Così infatti la ministra Beatrice Lorenzin ha promulgato una nuova normativa entrata in vigore lo scorso 7 giugno a seguito della firma del presidente della repubblica. Il decreto legge prevede che il numero di vaccini obbligatori passi da quattro a dodici. Senza queste immunizzazioni non si può entrare nelle scuole materne e all’asilo.

Alle elementari invece nei primi due anni e nei due anni delle superiori, l’iscrizione non sarà preclusa, ma i genitori refrattari a vaccinare i figli rischieranno super multe da 500 a 7500 euro. Questo provvedimento di certo non ha lasciato indifferenti e non sono mancate le occasioni di rivolte in piazza contro la Lorenzin. Molti genitori hanno manifestato per il diritto di scegliere se e quando vaccinare i propri figli. Libertà ed informazione sono le due parole chiavi.
Non si sa se ci sarà mai maggiore informazione, ma una cosa è certa, a prescindere dalla manifestazione i 12 vaccini sono obbligatori.