• giovedì , 26 aprile 2018

Migranti, la grande sfida

di Pietro Velardocchia

In 2 giorni sono sbarcati 6500 migranti sulle nostre coste tra Bari e Corigliano Calabro e in Sicilia è scoppiata la protesta contro una cinquantina di migranti spediti in un hotel dismesso di un paesino della provincia di Messina. Gli abitanti non lamentano la presenza dei migranti in sè, ma l’inadeguatezza dei mezzi e luoghi messi a disposizione per la loro accoglienza. “Trattati come bestie” è il pensiero di chi osserva i migranti in hotel senza elettricità e acqua. Si lamenta l’inefficienza dello stato italiano. Dimenticando però della mancanza di convinti aiuti europei.

L’Italia perciò prepara l’ “opzione nucleare”. Si pensa di rilasciare 200.000 visti temporanei per consentire ai migranti che approdano sulle sue coste di circolare in Europa. Sfruttando la direttiva europea 2001/55, scritta dopo la guerra dei Balcani per permettere a un gran numero di profughi di giungere in Europa. Lo stato italiano, nella situazione attuale, rischia però di non farcela perchè nessun paese vuole realmente collaborare e viene fatto di tutto pur di tenere gli stranieri fuori dai propri confini, creando un clima surreale. Appare devastante il blocco dei confini a nord (da Ventimiglia al Brennero), le restrizioni al trattato di Schengen, la chiusura delle due vie alternative dei flussi migratori: quella balcanica, fermata dagli accordi tra la Ue ed Erdogan, e quella occidentale, frenata dall’intesa tra il re Mohamed VI del Marocco e la Spagna.

Nonostante questo i dati dicono che è la Germania ad aver registrato il numero più elevato di immigrati (884 900) nel 2014, seguita dal Regno Unito (632 000), dalla Francia (339 900), dalla Spagna (305 500) e dall’Italia (277 600). Italia è felice per l’intesa europea raggiunta con Triton, ma i migranti una volta salvati vengono fatti sbarcare nei porti italiani. Si salvano così delle vite, ma il problema affollamento e mancanza di strutture rimane. Aumentano i casi di morbillo e malattie considerate scomparse, ma ciò è un falso mito e non da attribuire agli immigranti. La leggenda è ingigantita tra l’altro anche da politici italiani, i quali dovrebbero favorire l’integrazione. Il problema vero dei migranti è in realtà la loro condizione mentale, avendo vissuto situazioni emotivamente e fisicamente provanti. Il concetto di integrazione assume così maggior importanza. Il fatto che girino nelle città senza nulla da fare non è sicuramente positivo, anzi, non dovrebbero essere abbandonati a loro stessi. Molti invocano a gran voce che debbano ripagare l’ospitalità lavorando e mantenendo pulite le città. Idea non troppo malvagia, ma difficilmente attuabile.

La situazione, nonostante sia grave è dipinta in maniera esagerata dai media. Innegabile il bisogno di aiuto dell’Italia dall’Unione Europea, che deve ricordare di star decidendo su vite umane. Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2017 sono sbarcate in Italia 83.731 persone. Un dato superiore a quello dello stesso periodo del 2016, quando arrivarono 70.229 persone (+18%). A giugno 2017 sono arrivati via mare in Italia 23 mila migranti, mille in più dello scorso anno. Dati che testimoniano come il problema sia in crescita nonostante gli accordi sigillati dall’UE per ridurre i flussi. Se consideriamo gli sbarchi su tutte le coste europee, tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2017 sono arrivati via mare in Europa 97 mila migranti. Questi dati aiutano ad avere un quadro generale della pesante situazione italiana. Sperando di riuscire a distinguerci elaborando una soluzione rispettosa e proficua delle persone e della loro dignità e diritti.