• lunedì , 20 agosto 2018

L’azienda che vende sogni

Da Harley e Davidson a Steve Jobs. Da Amazon a Google. Tutti hanno costruito imperi in vari settori a partire da zero, o quasi. Infatti tutti loro hanno utilizzato come primo stabilimento un garage, che fosse in affitto, proprio o di un parente. E’ il caso di una famosissima azienda di intrattenimento che ha lasciato un’impronta nel cuore di generazioni: la Disney.

 

 

Tutto iniziò nel garage dello zio Robert per Walt e Roy, due dei cinque figli Disney. Dopo un passato di banchiere per Roy, in modo da poter aiutare la famiglia con le spese, e diCartoonist. Comic Cartoons. Advertising Cartoons. Animated Motion Picture Cartoons” come piaceva definirsi a Walt, fondano i Disney Brothers Studios. Al contrario di cosa molti pensano, Topolino, o Mickey Mouse, non fu il primo personaggio mascotte di loro creazione. Fu invece Alice, con una serie di dodici film Alice Comedies, in cui una ragazzina veniva catapultata nel mondo dei cartoni animati e viveva magiche avventure accompagnata dal gatto Julius. La magia però terminò quando i genitori della giovane attrice Virginia Davis annullarono la cooperazione per un assegno a vuoto. Altre attrici presero il posto di Virginia (Dawn O’Day, Margie Gay e Lois Hardwick) e continuarono ad interpretare Alice fino a quando non finirono la serie. 

 

Tuttavia la moda cambia e così i gusti del pubblico iniziarono a vertere su cartoni animati puri, senza più attori veri. Fu così che la appena rinominata azienda Walt Disney Companies, in collaborazione con la Universal, creò nel 1927  Oswald il coniglio fortunato. L’azienda assunse allora vari disegnatori con cui aveva già collaborato a Kansas City: Ub Iwerks, Harman, Ising, Maxwell e Freleng. Oswald riscosse un successo enorme e così Walt si recò a New York per chiedere a Mintz, suo distributore, di aumentargli la quota dei guadagni sul coniglio simbolo, ma al contrario gli venne dato un ultimatum: o Walt abbassava la propria quota sul marchio o la Universal avrebbe prodotto individualmente i film. Il Sig. Disney rifiutò perdendo così ogni diritto su Oswald e gran parte dei suoi disegnatori, tranne Iwerks, che gli rimase fedele.

 

 

Questo colpo basso segnò per sempre Walt Disney, che da allora impose i propri diritti su ogni creazione Disney. Dopo la disavventura con Oswald, Walt e Iwerks iniziarpno segretamente a lavorare a un personaggio che sostituisse il coniglio. Fu così che, come vuole la leggenda, in un viaggio in treno, Walt disegnò un Oswald senza orecchie e meno tozzo, a cui Iwerks aggiunse due orecchie da topo e una fine coda. E’ Mortimer Mouse, rinominato Mickey Mouse da Lillian Disney perché suonasse più carino.

Il celeberrimo topo debuttò con il cortometraggio L’aereo impazzito, ma non ebbe il successo sperato, così Walt capì che serviva quel quid in più perché si differenziasse dal resto della cinematografia. Attraverso un affare con Pat Powers, ottenne un impianto di sincronizzazione audio e riprese l’idea di associare il suono al film, già nata dalla Warner Bros. E nel 1928 venne prodotto Steamboat Willie, il primo cortometraggio Disney con il sonoro. Da qui fu una scalata verso il successo, Topolino diventò ancora più popolare del suo fratello maggiore Oswald e la Disney produsse molti film in cui compaiono noti personaggi come Minnie, Pietro, Pluto, Paperino e Pippo.

 

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La sincronizzazione audio e film rivoluzionò il mercato e fu così che creò una nuova serie, le Silly Symphonies, che erano veri e propri video musicali. In seguito a questo Walt Disney vinse l’oscar per il miglior cortometraggio e quello Ad honorem, per la creazione di Topolino nel 1935. Dopo pochi anni l’imprenditore cadde in depressione e dovette prendersi una vacanza per superarla, tornato con la moglie, adottò una figlia, Diane Marie, in quanto non erano riusciti ad averne una, e nel 1936 ne adottarono un’altra, Sharon Mae, entrambe mancate da pochi anni.

In seguito all’adozione delle figlie venne in mente un’idea folle per l’epoca, o geniale, valutandola adesso: un lungometraggio interamente animato e creato con la cinepresa a piani multipli. Era il 1938 e Biancaneve e i sette nani, per la cui realizzazione si spesero 1 milione di dollari (quattro volte il previsto), ebbe un incasso di 8 milioni, l’equivalente di quasi 100 milioni di dollari odierni. Scalando il successo, Walt trasferì gli studios in California, a Burbank. Seguirono la realizzazione di Pinocchio e Fantasia, ma in Europa erano tempi bui, a causa della Seconda Guerra Mondiale. Nello stesso periodo, l’esercito americano occupò gli studios e chiese alla Disney una collaborazione per creare video di propaganda anti-nazista e a Walt in persona di essere funzionario nelle americhe latine. Si trovò costretto ad accettare per poter dare lavoro ai suoi dipendenti e mantenere in piedi la compagnia.

Ne seguì un periodo di accuse per corruzione e spionaggio durante la Guerra Fredda, ma vennero tutte smentite e, solida come una montagna, la Walt Disney Company proseguì per la propria via e realizzò un sogno: la costruzione di Disneyland. Il parco divertimenti a tema dove grandi e piccini potevano vivere nel mondo che fino ad allora avevano solo guardato da uno schermo.

Altri film e altri personaggi si unirono alla famiglia Disney da allora. Anche dopo la morte del Sig. Walt, nel 1966, la Walt Disney Company non ha smesso di ideare e produrre sogni per le persone di ogni età, incantando e stupendo ogni volta il mondo intero con una magia unica.

 

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