• domenica , 20 Settembre 2020

La violenza spregevole

di Vittoria Baiardi

Camilla è stata uccisa a martellate dal marito, Elena è morta dopo che il fidanzato le ha fracassato la testa contro il pavimento, Alessandra per un colpo di fucile, Sabrina per sette coltellate in pancia. Muoiono così le donne, uccise dai loro mariti, fidanzati, conviventi, gli stessi uomini che dicevano di amarle, o di averle amate. “Abbiamo litigato e l’ho ammazzata”, “L’ ho uccisa, la volevo lasciare” sono solo alcune delle giustificazioni date dagli uomini che in pochi secondi, presi dall’ira o dalla gelosia hanno distrutto la vita delle donne alle quali avevano dichiarato il loro amore.

In pochi giorni, tante vittime, donne giovani, mamme , universitarie, pensionate, ammazzate proprio come Giulia Balestra, casalinga di soli 40 anni, uccisa a bastonate dal marito con almeno quattro colpi sul volto Nessun precedente, nessun problema fino a quando la donna non si è ritrovata per le scale in fin di vita trascinata da colui che qualche anno prima aveva sposato.

Per fortuna vi sono numerose associazioni attive nell’ assistenza alle donne, come il telefono rosa e persone che lottano contro il femminicidio, proprio come l’ex ministro Mara Carfagna, la quale ha definito questa piaga una “mattanza” da fermare. Negli ultimi anni, infatti, in Italia sono state ammazzate circa 1700 donne, con armi da taglio o da fuoco. Numero sempre alto nonostante l’aumento delle denunce per atti persecutori e maltrattamenti. Alla televisone, alla radio, si tratta spesso questo argomento, in modo da aiutare le donne che in questo momento non hanno la forza di dire ciò che stanno subendo, ma che preferiscono tacere; la condivisione infatti  è fondamentale, poiché tramite la conoscenza dei fatti le autorità e le associazioni specializzate possono intervenire immediatamente.

 

Altro fattore molto importante è la precauzione; la troppa gelosia, la violenza verbale, la violenza fisica sono solo alcuni esempi di attegiamenti che con il passare del tempo possono peggiorare e portare a conseguenze ancora più gravi. Nelle scuole questo argomento  dovrebbe essere trattato con maggiore attenzione e frequenza, in modo tale da mettere a conoscenza le ragazze, future donne, dei rischi che potrebbero correre ma soprattutto in modo da educare i ragazzi alla non violenza sia verbale, sia fisica. Anche la violenza tramite le parole è dannosa e nel corso del tempo è stata la causa di morte di numerose ragazze, che, essendo state insultate o prese in giro, hanno preferito togliersi la vita, invece di affronare il problema, sentendosi piccole e troppo fragili. Fragili proprio come possono essere donne anche più anziane, dal momento che la paura non diminusce crescendo, ma parlandone e accentando aiuto. In futuro si spera che con l’ausilio di persone specializzate e nuove testimonianze possa diminuire il numero di vittime e che con il tempo gli uomini capiscano cosa significa davvero amare.

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