• mercoledì , 17 ottobre 2018

Il Conciorto, verdure che suonano

Melanzane, broccoli e carote. C’e chi le mette in tavola per deliziarsene e chi le dispone su una tavola per fruirne come strumento musicale. Tutte le verdure contengono una grande percentuale d’acqua, e questa è una conduttrice sia dell’elettricità e sia del suono . Due agricoltori delle campagne della Lombardia, accomunati non solo dal loro mestiere ma anche dalla loro passione per la musica e dalla loro capacità d’inventiva, hanno pensato di sfruttare tutte queste circostanze a loro vantaggio creando nuova musica anche con l’utilizzo degli ortaggi da loro stessi prodotti.

Così Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone dal 2015 si divertono a sperimentare con generi diversi del rock e del pop e creano musica alternativa, utilizzando alcune delle strumentazioni più comunemente usate (chitarre, flauto dolce, basso..) insieme alla tastiera di verdure, che impone maggiormente la sua presenza colorata e vivace sulla scena tipicamente seriosa. I due sono riusciti a ricreare un tale strumento grazie all’innovativa tecnologia di “Arduino”, una piattaforma hardware volta alla creazione di prototipi e dispositivi tecnologici fai-da-te nata ad Ivrea una decina di anni fa.

 

Quest’anno il 19 maggio il Conciorto ha pubblicato il secondo album “Metafore Naturali”, dopo il primo CD dal titolo omonimo, e ha già percorso numerose tappe in giro per le compagne e per i teatri del Piemonte e della Lombardia, facendo una capatina anche a Londra. Le loro canzoni possono variare molto nel ritmo, nella velocità e nel genere, però la tematica più trattata è quella della vita da contadini. I testi sono tutt’altro che banali e spesso si possono trovare giochi di parole astuti e battute molto sottili che rendono l’esperienza dell’ascolto non solo piacevole all’udito ma anche divertente e interessante. A volte vengono raccontate le storie degli orti di alcuni personaggi (come “l’orto di David Byrne”, “l’orto di Damon Albarn” e “l’orto di François Truffaut”), mentre altre volte vengono trattate in modo ironico delle vicissitudini dei contadini, che si trovano di fronte a gatti affamati pronti a rovinare l’orto e altre problematiche tipiche delle vite degli agricoltori (“l’indecisione nell’orto, al momento della semina”, “il gatto e i peperoni” “tu,tu,tuberi”).

Se tutto ciò non bastasse a rendere il Conciorto un gruppo più che valido, anche la loro bravura nel trasmettere le loro canzoni dal vivo al pubblico non è da sottovalutare. Entrano in scena con il loro grembiule blu, sul palco ci sono già tutti gli strumenti pronti ad essere utilizzati e dopo una breve introduzione alla serata cominciano a far divertire gli ascoltatori grazie ai loro modi di fare buffi e simpatici e alle loro canzoni bizzarre. Carlone è il cantante principale, dotato di grandi capacità canore e abile in più tecniche diverse (yodelling, fischiare), ogni tanto tira fuori il suo sassofono o il suo flauto e comincia a deliziare il pubblico con quei dolci suoni, lui è anche il suonatore delle verdure. Invece Bagini è il chitarrista e il narratore, anche lui talvolta partecipa nel canto, ma principalmente racconta le storie che pian piano sfumano nell’inizio delle canzoni.
Il Conciorto è formato due uomini di mezza età molto particolari che hanno deciso di rendere la natura e la tecnologia una cosa unica, allo stesso tempo dando sfogo ai loro estri artistici e comici e sono solo all’inizio di un emozionante cammino che si spera possa portarli al successo.

 

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