• venerdì , 20 ottobre 2017

Solleone assassino

di Matteo Deasti

Estate 2017. Italia con picchi di 49 gradi a Ferrara e il resto della regione romagnola non è da meno.

La situazione nel resto dell’Europa, anche se non ai livelli italiani, è lo stesso bollente. Nel Regno unito e sull’isola irlandese si registrano temperature e condizioni meteo mai viste rispetto alle quotidiane condizioni atmosferiche uggiose dei territori britannici. Purtroppo anche le Alpi e le zone montuose europee come le Alpi sveve ne risentono; i ghiacciai che da millenni sono ospitati tra le vette montuose della regione transalpina d Auvergne-Rhone-Alpes in rapido scioglimento: infatti nelle ultime settimane il caldo ha sciolto la coltre nevosa invernale, mostrando così il giaccio “vivo”  sottostante, fenomeno che una qualche decennio fa accadeva con due o tre settimane di ritardo rispetto ad oggi. Con ancora un mese e mezzo di alte temperature davanti, se le temperature non cambieranno, entro settembre i danni al patrimonio glaciale potrebbero essere molto evidenti. Infatti già molte  stazioni sciistiche sono state temporaneamente chiuse e gli amanti degli sport estremi invernali dirottati verso territori svizzero-austriaci.

Questo caldo causato dall’arrivo dell’ anticiclone africano ha portati gravi danni nella penisola italiana. La situazione di siccità nella capitale ne è la dimostrazione: a lanciare l’allarme acqua è  il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, dopo che lo stesso Ente regionale ha vietato temporaneamente il prelievo d’acqua dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale; a causare questi provvedimenti è il vistoso e pericoloso deperimento del lago che, come annuncia Zingaretti, potrebbe causare un disastro ambientale per il popolo romani, della regione e per l’ambiente.

Causa della siccità anche la mancanza di piogge: il numero di precipitazioni è diminuito del 50% dal inizio del 2017 e l’inverno e la primavera italiane del 2017 hanno raggiunto limiti inimmaginabili dal punto di vista delle precipitazioni; infatti inverno e primavera di quest’ anno ricoprono rispettivamente il terzo e il secondo posto come stagioni meno piovose dall’ inizio del XIX secolo secondo i dati del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e gli effetti stanno colpendo soprattutto le coltivazioni e l’ambiente; causando siccità ed incendi.

Oltre al caldo questo periodo estivo entra anche nei record di incendi:  tra incendi e richieste di aiuto gli interventi dei Vigili del Fuoco nella seconda parte di Giugno e l’inizio di Luglio ammontano a 18.185; numeri disastrosi per il Belpaese. Il triste primato in Italia però lo vince la Puglia, con più di 3500 richieste di aiuto e interventi segnalati. Questi numeri esorbitanti sono dati, ancora una volta, dagli estremi picchi di calore, che in tutta la penisola hanno raggiunto almeno i 36-40 gradi e conseguentemente dall’afa che peggiora, per quanto possibile, le condizioni climatiche e ambientali.