• venerdì , 15 dicembre 2017

Il tempo di leggere

di Simone Musizzano

Uno dei più famosi episodi dell’iconica serie televisiva del ’59 “Ai confini della realtà”, ideata da Ron Serling, era intitolato proprio così: Tempo di leggere.

Nel racconto Henry Bemis, semplice impiegato di banca e grande amante della lettura, si ritrova continuamente vessato dagli impegni lavorativi e dalle continue richieste di sua moglie, fino a quando, unico sopravvissuto ad un olocausto nucleare, non avrà finalmente tutto il tempo del mondo, imprevisti esclusi, per dedicarsi alla sua più grande passione.

Apocalissi a parte, tuttavia, noi tutti dovremmo cercare di ritagliarci durante la giornata il tempo necessario a leggere un buon libro: è nel nostro interesse. 

Avrete sentito parlare degli innumerevoli benefici della lettura: uno studio pubblicato dalla Stanford University dimostra come leggere sia una vera e propria palestra per la mente in quanto “richiede funzioni cognitive complesse e multiple”. Nel 2009 l’Università del Sussex ha studiato come bastino pochi minuti di lettura giornaliera a diminuire lo stress del 68%. I ricercatori della University guidati da Gregory Berns hanno scoperto che migliora l’empatia con le altre persone, data la tendenza dei lettori di immedesimarsi nei protagonisti dei libri ed è ormai assodato che migliori anche la memoria.

Leggere, inoltre, pare essere un’abitudine condivisa dalle mille e duecento persone più ricche del pianeta. Warren Buffett, amministratore delegato della Berkshire Hathaway, è considerato il più grande investitore di sempre: legge cinquecento pagine al giorno e considera quello nella lettura il migliore fra tutti i suoi investimenti.

Sembra poi che i libri preferiti da queste persone considerate di successo siano biografie di personaggi storici, volumi che parlano di auto-realizzazione e saggi. Tuttavia anche in questo ambito la diversificazione è fondamentale, ed ecco allora che Steve Jobs considerava il Re Lear di Shakespeare e Moby Dick di Herman Melville, apprezzato anche da Barack Obama su Facebook, alcune fra le opere che lo influenzarono maggiormente. Mark Zuckerberg ha indicato l’Eneide di Virgilio come suo libro preferito.

Assodato dunque che la lettura sia un’abitudine vincente, rimane un ultimo nodo da districare: come trovare il tempo necessario da dedicarle. 

Non è raro, soprattutto nell’ambiente scolastico, sentire di persone a tal punto oberate dagli impegni della vita di tutti i giorni come il lavoro, la famiglia, lo studio e lo sport, da reputare un’impresa impossibile trovare il tempo di leggere, proprio come l’Henry Bemis di “Ai confini della realtà”.

 

Dunque, secondo una ricerca pubblicata dall’agenzia We Are Social, in Italia il tempo di utilizzo giornaliero dei social network, in primis Facebook e WhatsApp, è di due ore e mezza, il che vuol dire, grossomodo, novecento e dodici ore all’anno. La velocità media di lettura, invece, è di 250/400 parole al minuto ed un romanzo di lunghezza media è in genere formato da cento e ventimila parole. Questo vuol dire che, per assurdo, se si il tempo solitamente dedicato ai social lo si reinvestisse nei libri, sarebbe possibile leggerne più di cento all’anno senza grossi sacrifici, e questo senza contare le ore spese davanti ad un televisore, in Italia più di quattro al giorno. Alla luce di questi dati, i cinquanta volumi letti all’anno da Bill Gates non appaiono più un obiettivo così distante.

Insomma, troviamolo: il tempo di leggere.