• venerdì , 20 ottobre 2017

Alla ricerca di una notte di scienza

Folle di ragazzi accalcati a ogni stand, che cercano di intravedere qualche nuovo esperimento da mostrare ai loro amici. Eccola. La notte dei ricercatori.
La storia si ripete. Anche quest’anno, nonostante le manifestazioni dovute al G7 e le forze dell’ordine che bloccano le strade, Piazza Castello è colma di persone.


Da una scienza all’altra si contano innumerevoli esperimenti. Il più gettonato è quello che riesce a ingannare il nostro cervello. Si posa il braccio destro sopra un tavolo e dall’altra parte uno finto. Dopo un po’ che la mano è accarezzata insieme all’altra, sentiamo anche l’altra, come se fosse nostra!
Anche la storia fa la sua parte, molti padiglioni rievocano l’affascinante mondo antico greco, egizio e cinese. Ognuno può portarsi a casa l’ostrakon, un frammento di ceramica, con su inciso il proprio nome in greco. Addirittura è possibile salire e muoversi sullo storico triciclo Pecori del 1891, appena restaurato. Grande è il successo dei motori a vapore.


Non mancano gli stand più seri come quelli contro la dipendenza da internet, droghe e alcuni di ricerca per la cura contro il cancro.
Il bello di questo evento è vedere come la gente si interessi alla praticità della scienza. Gli esperimenti sono sì semplici, ma costituiscono la chiave per la scoperta. Alcune volte sono scambiati erroneamente per trucchi di magia e giochi, mentre, se presi seriamente, si scoprirà come il mondo della scienza sia strettamente legato al quotidiano.
Dopo mezzanotte molti tornano a casa, ma la notte è ancora giovane. I più audaci restano per godersi in tutta tranquillità la serata, perché l’uomo, come dice Aristotele, nasce per conoscere.

Qui il link dello storify realizzato da Matteo Masoomi Lari.