• lunedì , 22 gennaio 2018

McDonald’s: alternanza o sfruttamento?

Scontri nelle maggiori città italiane da Milano a Roma e Palermo. Gli studenti scendono in piazza per protestare contro il patto firmato dalla Miur e dal McDonald’s, che prevede l’impiego dei ragazzi nella catena di fast food più conosciuta al mondo, con lo scopo di insegnare un mestiere. Ma loro non ci stanno, perché di essere “sfruttati” e sprecare i pomeriggi a friggere patatine non ne hanno proprio voglia. La richiesta è semplice: essere formati secondo l’indirizzo che hanno scelto, fare qualcosa di inerente ad esso e stimolante che li possa proiettare nel mondo del lavoro.

Al ministro Fedeli chiedono come possa essere utile l’alternanza in una multinazionale colpevole di sfruttamento e di disastri ambientali. Ma la risposta dal Miur è stata chiara: “i progetti nascono da impegni formali che queste realtà hanno preso per garantire percorsi di qualità ai nostri studenti”. Molti hanno deciso di raccontare le proprie esperienze. A Nadia, torinese, studentessa dell’istituto tecnico Boselli, e ai suoi compagni sono state lasciate tre ore scolastiche per trovarsi un posto dove lavorare: sono andati in un asilo in cui hanno tolto la polvere dagli scaffali e temperato matite. E sono anche parecchi gli studenti che l’hanno ritenuta un’esperienza utile e formativa, proprio come dovrebbe essere: Francesco, del liceo Artistico Statale di Napoli, partecipando al progetto “Careers in art” ha avuto la possibilità, insieme ad alcuni suoi compagni, di incontrare il direttore di “Comicon”. Secondo lui è stato un vero percorso di crescita. Per riscontrare altre risposte positive dall’alternanza, basta chiedere agli alunni del triennio classico della stessa Valsalice, che, proprio in questi giorni, stanno facendo da guide alla Villa della Regina.

Nonostante ciò, molti studenti di scuole statali non hanno intenzione di fermarsi qui, perché non credono sia giusto continuare a lavorare gratis e senza diritti. Hanno proclamato per il 17 novembre una manifestazione nazionale. Gli scontri non sono passati inosservati e il ministro Fedeli ha ricevuto una delegazione di studenti promettendo una migliorabilità del progetto. Anche Matteo Renzi ha risposto ai giovani ribadendo che quello dell’alternanza scuola-lavoro è un progetto importante, se svolto bene, ma che può diventare anche tempo buttato via.