• mercoledì , 28 Luglio 2021

La disgrazia più grande

Parcheggio sotterraneo del Carosello di Carugate, centro commerciale situato nel Milanese. Un passante, Claudio Sala, nota un cartello decisamente particolare vicino al parcheggio riservato ai disabili, molto probabilmente scritto da qualcuno che era stato multato per aver lasciato la macchina in quel posto auto senza alcun attestato di invalidità.
«A te handiccappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccappato… sono contento che ti sia capitata questa disgrazia!». Claudio Sala decide condividere la foto del cartello su Facebook: «Volevo condividere questa perla di civiltà trovata oggi al parcheggio sotterraneo del Carosello di Carugate…», ha scritto sul social network, dove il post ha già avuto molte condivisioni. Il passante ha anche contattato le autorità.

L’autore degli spregevoli insulti non è ancora stato identificato, ma sono al vaglio le registrazioni delle telecamere. Il cartello è già stato rimosso dalle autorità. Ad avvisare i gestori del parcheggio della violazione causata dall’autore del cartello è stato un altro cliente del centro commerciale, in sedia a rotelle.

Se già è decisamente sbagliato occupare impropriamente parcheggi riservati a persone con problemi motori, è decisamente vergognoso restare ostinatamente avvinghiati alle proprie (presunte) ragioni, usando parole indecenti come arma al solo scopo di ferire un’altra persona. Se l’autore del messaggio parla di una disgrazia riferendosi ad una disabilità dovrebbe rendersi conto che una disgrazia ancora maggiore è proprio la sua ignoranza. E per ignoranza non si intende l’analfabetismo (ci sono persone che sono arrivate alla quarta elementare che si vergognerebbero anche solo a sentir parlare dell’accaduto). Si intende quella mancanza di valori di base che dovrebbe essere assimilata fin dall’infanzia che, purtroppo, però, spesso viene a mancare. E se si tratta di ragazzi che non lasciano il posto a sedere sul pullman alle signore, ancora si può sopportare. Ma quando ci va di mezzo la sofferenza di una persona non ci sono più scuse.

E questa assenza di valori infatti sfocia spesso nella cattiveria gratuita e nell’offesa, proprio come è accaduto in quel parcheggio sotterraneo, dove un ignorante ha offeso ed insultato un uomo solo perché, messo con le spalle al muro e colto in flagranza di reato, non aveva alcun modo di difendersi se non quello della violenza verbale. E se una persona non solo non riesce ad ammettere le proprie colpe, ma anzi controbatte, attacca e insulta l’altro, cercando di scagionarsi, di certo non dimostra una maturità invidiabile. La scena ricorda i litigi tra i bambini dell’asilo o delle elementari. Manca solo la terribile minaccia: “Guarda che ce lo dico alla maestra!”. Impossibile non citare la celeberrima frase di Oscar Wilde: “Non puoi sconfiggere a parole un ignorante: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”. E l’unica magra consolazione per chi con certi valori è stato cresciuto è sentirsi dire: “Lascialo perdere” e capire che deve mettere giudizio chi ne ha. E oggi, in anni in cui chiunque può dare la propria opinione sempre più istantaneamente e senza censure (basti pensare alla velocità dei social, altro luogo in cui l’ignoranza e la cattiveria gratuita regnano sovrane) bisogna prendere una decisione: abituarsi a sentire cose di questo genere o cercare di riportare un minimo di educazione nella nostra società.

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