• venerdì , 19 gennaio 2018

Una metropolitana a regola d’arte

Di questo XXI secolo abbiamo tutti da dire e molto probabilmente ognuno di noi riuscirebbe a fare una lista di problemi che ci tormentano giorno e notte: clima, politica estera, povertà.

C’è tuttavia, soprattutto in questo decennio una marcia in più per quanto riguarda l’innovazione e la volontà di tenersi costantemente aggiornati. C’è la voglia di riuscire ad affascinare anche noi giovani che ormai siamo visti solo più come burattini manipolati dalla tecnologia. Forse in Svezia, e più precisamente a Stoccolma, sono riusciti nell’intento.

Diversi studi hanno riportato che durante la nostra vita impieghiamo all’incirca venti settimane ad aspettare mezzi di trasporto pubblici come: autobus, taxi o metro.

Pare però che gli svedesi abbiano alleggerito questa attesa allestendo nella loro “subway” la mostra d’arte più lunga del mondo. Viaggiare in metro è diventato come viaggiare in una storia emozionante poichè più di 90 delle 110 stazioni della capitale scandinava sono state abbellite da sculture, mosaici, e rilievi fatti da 150 artisti diversi all’incirca in 60 anni. Dai pavimenti ai soffitti, nulla è lasciato al caso.

Queste opere spesso e volentieri vogliono rappresentare lo sfogo dell’artista o una sua opinione. Ad esempio la stazione di Solna Centrum è stata trasformata nella bocca dell’inferno, non dantesco ovviamente, ma è una metafora per parlare dei problemi legati all’ambiente.

Anche questa volta la nostra storia e arte non sono passate inosservate, tanto che un’artista ha deciso di rappresentare uno scavo archeologico con tanto di colonne romane.

La T-centralen fu la prima stazione ad avere una connotazione artistica. Era il 1957 e la prima linea della metropolitana era da poco stata inaugurata. Le pareti sono ancora oggi coperte di piastrelle e rilievi degli anni ‘50 e diversi artisti hanno lavorato alla decorazione delle vecchie stazioni.
Nel 1975 (in occasione della apertura della intersezione con la linea blu) l’artista Per Olof Ultvedt ha dipinto foglie blu, fiori e silhouette di lavoratori sullo sfondo blu e bianco della stazione lasciata a grotta.

E infine, come dimostrazione che l’arte accontenta proprio tutti, nella stazione di Thorildsplans l’artista Lars Arrhenius ha usato delle piastrelle in ceramica lasciandosi ispirare dai primi video giochi degli anni ’70, come: Pack Man e Super Mario.

Dietro il progetto c’è comunque un unico democratico pensiero: quello di rendere l’arte accessibile a tutti.