• martedì , 24 aprile 2018

Capodanno, un’opera d’arte

di Gaia Massimello

Il Capodanno è un rito laico dalla tradizione ormai consolidata. Brindisi, botti e calici di spumante, tanto per citare le consuetudini più abituali. C’è però un’altra tradizione che in molti rispettano, ovvero assistere al famoso concerto di Capodanno che si svolge tutti gli anni il primo di gennaio. Spettacolo indimenticabile per i pochi fortunati che vi presenziano di persona, ma non di meno per coloro che vi assistono da casa.

I principali concerti di Capodanno sono quello di Venezia, al Teatro La Fenice, e quello di Vienna, nella sala dorata del Musikverein (rispettivamente dal 2004 e dal 1939). I luoghi dove sono realizzati questi stupefacenti concerti sono altrettanto magici: soffitti a cassettoni intagliati e dorati, balaustre riccamente scolpite e decorate, lampadari di cristallo, pitture e statue maestose ed eleganti.

Il concerto di Venezia è una meraviglia all’italiana. Trasmesso in diretta su Rai e diviso in una parte orchestrale e una dedicata alla lirica, si svolge al Teatro La Fenice, una cornice semplicemente da mozzare il fiato, splendida nella sua struttura e molto più per la sua storia. E’ stato ricostruito più volte, perché distrutto da numerosi incendi, ma sempre conformemente alla struttura iniziale. Uno straordinario lavoro perché la fedeltà della ricostruzione è impressionante. Una melodiosa orchestra accompagnata da un’eccezionale coro si è alternata a squisiti balletti (presenti l’étoile Eleonora Abbagnato e Benjamin Pech con il corpo di ballo del teatro dell’Opera di Roma): una combinazione vincente che rende il concerto ancora più mirabile e stupefacente.

Si muovono leggiadri ed eleganti i ballerini, creano un’atmosfera di gioia e magia i musicisti, cantano con voci potenti i componenti del coro. Come direttore d’orchestra il pluripremiato maestro Myung-Whun Chung, che con abilità e destrezza dirige i musicisti e i cantanti e mette in risalto i brani, rendendoli ancora più eccezionali nel loro complesso. Si muove disinvolto tra opere di compositori quali Verdi, Rossini e Puccini, sembrando quasi ricreare l’atmosfera del loro tempo. E’ il suo debutto in questo evento di Venezia, e lo porta avanti in modo esemplare. Accanto a lui il tenore americano Michael Fabiano e il soprano Maria Agresta. Divini nelle loro performance, con voci potenti ma allo stesso tempo leggiadre e delicate, timbri armonici e luminosi, estensioni vocali notevoli, interpretazioni perfette.

Affermare che cantano è riduttivo: entrano nel significato dei brano loro assegnati alla perfezione, interpretandoli quasi come fossero loro. Le loro fulgide e grandiose voci si uniscono nel brano conclusivo, “Libiam ne’ lieti calici” della Traviata, e così l’emozione sale spontanea in tutti i presenti tra il pubblico, che applaudono estasiati richiedendo il bis. Le loro voci si armonizzano in una melodia talmente intensa da descrivere alla perfezione tutto il concerto appena svolto. Famose sono le opere proposte (ricavate da un vasto repertorio di compositori italiani), quali Traviata, Rigoletto e Otello di Giuseppe Verdi, Turandot (il celebre brano “Nessun dorma”) e Madama Butterfly di Giacomo Puccini e l’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini. Come brani conclusivi, ecco  il meraviglioso “Va pensiero sull’ali dorate” (Nabucco) e “Libiam ne’ lieti calici” (La Traviata) di Giuseppe Verdi.