• mercoledì , 18 luglio 2018

Nemo’s Garden, l’orto del futuro

di Cecilia Vergnano

Nemo’s Garden, il progetto rivoluzionario di Sergio Gamberini. Ingegnere chimico di professione, presidente dell’Ocean Reef Group (gruppo famigliare di attrezzature da sub) e contadino nel tempo libero, aiutato dal figlio Luca e da un’equipe di esperti, ha dato vita all’orto che potrebbe aiutare l’Uomo del futuro.

Un progetto ambizioso per alcuni, folle per altri, per Sergio il sogno nel cassetto. Nonostante le difficoltà iniziali, il nostro amante dell’oceano non ha mai smesso di crederci. In vista della crescita della popolazione e a causa della diminuzione delle terre coltivabili, l’intuizione dell’ingegnere è quella di porre fiducia nell’oceano che avrà un ruolo determinante per il futuro. Così nel 2012, nella baia di Noli, in Liguria, dà vita a questa sua idea. e il  Washington Post a proposito di questa rivoluzionaria invenzione titola: “Le serre più belle del mondo sono sott’acqua” .

Noli, veduta.

Il Giardino di Nemo è formato da sei cupole brevettate, dette biosfere, poste a 50 metri dalla riva tra i 6 e i 10 metri di profondità e si estende per circa 100 metri quadrati. Ciascuna di queste biosfere, collegata ad un sistema di desalinizzazione dell’acqua, permette la coltivazione di piante, che avviene in questo modo: l’acqua penetra all’interno della cupola e poi evapora. Il vapore si condensa in gocce, perfettamente potabili, che cadono sulle piantine, nutrendole.

Il loro obiettivo è quello di “sviluppare questa tecnologia fino al punto di renderla scalabile e economicamente interessante come metodo alternativo a forme di agricoltura standard”. Questo genere di coltura è l’ideale per affrontare alcuni problemi che ci sono nelle coltivazioni odierne: la temperatura è stabile (tra i 14 e i 26 gradi per tutto l’anno), solo lo “spettro buono” di luce raggiunge le piante perchè i raggi solari le raggiungono già filtrati dall’acqua, non ci sono problemi con parassiti, quindi i prodotti sono biologici perché non bisogna ricorrere all’utilizzo di pesticidi, e la pressione sott’acqua è maggiore di quella terrestre. Da quando il progetto è partito, il tempo che è stato concesso loro per coltivare è di 5 mesi all’anno, da maggio a settembre.

Questo metodo, come ha dichiarato l’ingegnere, aiuta le piante a crescere più velocemente, soprattutto nella prima fase della vita, e sembra che modifichi perfino i contenuti della pianta. “Dalle nostre analisi risulta infatti che il basilico subacqueo sia più ricco di olii essenziali di quello terrestre”, specifica il signor Gamberini.

Nemo’s Garden dunque si rivela la soluzione per il futuro: molti paesi della Terra soffrono la fame per la mancanza di terre coltivabili. Sfruttare l’oceano potrebbe quindi salvare gli abitanti delle zone dove il mare è prevalente, come quelle dell’Asia. C’è anche la possibilità che questo sistema vada ad interferire con la pesca oppure che la gente si riveli scettica verso al cibo proveniente dall’oceano. A dispetto di quanto si potrebbe pensare però, l’Orto di Nemo non ha avuto nessun impatto negativo con i fondali, anzi, si è instaurato in sintonia con l’ecosistema sottomarino. L’eventuale alternativa alle coltivazioni sott’acqua e terrestri è la produzione di alimenti in laboratorio, metodo che sta già prendendo piede nel mondo a causa delle previsioni catastrofiche del futuro. Carne, frutta, verdura, latte, tutti prodotti nelle provette di un asettico laboratorio.