• lunedì , 25 giugno 2018

Un discorso per il futuro

di Gregorio Pavesio

Il 2017 è finito e, come di consueto, il capo dello stato ha pronunciato un discorso per augurare a tutti gli Italiani un felice anno nuovo e ricordare gli avvenimenti più significativi dell’anno passato. Quest’anno è toccato per la terza volta a Sergio Mattarella, 12esimo presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015.

Il capo dello stato ha iniziato il suo discorso, durato poco più di dieci minuti, ricordando quanto le libere elezioni siano sempre fondamentali per garantire la sovranità popolare e quanto lo siano soprattutto ora che è stato firmato lo scioglimento delle camere.

Questa riflessione ne ha poi portata un’altra: Mattarella ha invitato tutti a pensare alla situazione dei ragazzi nati nel 1999 che voteranno per la prima volta e a quella dei ragazzi del 1899 che alla loro stessa età combatterono nelle trincee quella guerra della cui fine si celebra il centenario proprio nel corso dell’anno appena iniziato.

Questo parallelismo tra i ragazzi del 1999 e quelli del 1899 è molto importante perché, come spiega lo stesso presidente, aiuta a non dimenticare che viviamo nel più lungo periodo di pace dell’Italia e dell’Europa. Situazione che non si verifica analoga in molti altri paesi del mondo. Dunque è essenziale ricordarsi che tutti i valori che caratterizzano la nostra vita oggi sono stati conquistati con la fatica e la sofferenza e che non sono acquisiti per l’eternità, ma bisogna lottare sempre per mantenerli.

Inoltre è stato molto toccante il fatto che Mattarella non abbia mai messo l’eroismo dei ragazzi del 1899 in posizione superiore rispetto alle peculiarità dei ragazzi del 1999 né abbia fatto il contrario, ma abbia celebrato la gioventù in quanto tale poiché in grado di vedere le cose con chiarezza, sotto una nuova luce. Proprio per questo motivo ha invitato tutti i giovani a non rinunciare al diritto al voto. Perché l’esperienza propria delle persone più mature può a volte non bastare e serve la capacità dei giovani di vedere le cose con freschezza per poter prendere giuste decisioni. In questo il presidente è stato molto generoso ed efficace perché si è distaccato dai luoghi comuni e dai pregiudizi che sono alla base di molti dei pensieri dei politici di oggi. Celebrando la gioventù in quanto tale ha invece dato dimostrazione di avere una capacità di vedere il mondo e di comprendere l’animo umano fuori dai luoghi comuni e fuori dal comune.

Il Capo dello Stato ha continuato poi lanciando un appello ai partiti chiedendo loro di non rimanere intrappolati nel presente ma di guardare al passato per poter meglio costruire il futuro. Ha parlato del clima e del rapporto tra uomo e natura facendo ben capire quanto sia importante cambiare nettamente il modo di approcciarsi alla natura se non si vuole incorrere in situazioni preoccupanti come siccità, mancanza di acqua, incendi.

Ha poi riflettuto su come oggi la parola “futuro” può preoccupare mentre invece si dovrebbe sempre avere un’idea positiva del progresso. Mattarella ha anche espresso la sua vicinanza a coloro che sono stati vittime dei terremoti che hanno colpito l’Italia centrale, ai familiari delle vittime di Rigopiano e dell’alluvione di Livorno, ai cittadini di Ischia e a tutti coloro che hanno sofferto nel corso dell’anno passato. Il presidente ha poi sottolineato l’importanza della lotta al terrorismo e ha ribadito la riconoscenza nei confronti delle nostre Forze dell’Ordine. Infine ha rivolto un augurio speciale a coloro che non hanno festeggiato il capodanno per garantire servizi essenziali.