• martedì , 24 aprile 2018

Sanremo 2018: torna il festival nazional-popolare

Una sigla scritta direttamente dal “dittatore” artistico. Un incipit che descrive una 68esima edizione del Festival di Sanremo decisamente sui generis, a cominciare dal capitano coraggioso che l’ha progettata e curata nei minimi dettagli: Claudio Baglioni. Affiancato da Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, l’interprete di Questo Piccolo Grande Amore è riuscito a riportare sul palco dell’Ariston la musica nazional-popolare, da troppi anni considerata come una seconda scelta nell’ambito della kermesse.

Grandi ospiti, importanti tributi: tutti rigorosamente “Made in Italy”. Si comincia con Fiorello, sparito dalla città dei fiori per tredici anni, nei panni di scaldapubblico e insolito sondaggista, dalla battuta sempre pronta a colpire chiunque. Giorgia con James Taylor, i Negramaro, il Volo, Fiorella Mannoia, ma anche Nino Frassica, Stefania Sandrelli, Stefano Accorsi. Per finire, il “ciclone” Laura Pausini che, dopo lo stop dovuto alla laringite, sabato sera ha stupito l’Ariston, dentro e all’esterno, sulle note di Avrai e Come se non fosse stato mai amore.

Laura Pausini e Claudio Baglioni duettano in “Avrai”

La ricetta perfetta è stata il “tanto siamo fra amici”, clima respirato da tutti, artisti, conduttori, pubblico in sala e sul divano. Le canzoni raccontano parti della vita di ogni giorno: la situazione sociale, amori che iniziano e finiscono, la realtà fin troppo vicina del terrorismo. Nessuno escluso, ognuno libero di trasmettere i propri messaggi, attraverso la chiave di lettura preferita: racconto di un mito come quello pugliese di Cristalda e Pizzomunno scelto da Max Gazzè, lo stile giovane e frizzante dei The Kolors, la “vecchia che balla” de Lo Stato Sociale (il fenomeno inglese di Britain’s Got Talent, Paddy Jones), 83 anni di forza e legamenti ultraresistenti.

Lo Stato Sociale e il fenomeno inglese Paddy Jones

Spensieratezza che si è vista soprattutto nelle personalità dei tre conduttori: Michelle Hunziker, un sorriso coinvolgente, grande eleganza e precisione (quasi) da orologio svizzero, Baglioni un’efficiente spalla e grande diplomatico. Favino piacevole sorpresa. Non solo attore di fama internazionale (magistrale l’interpretazione del monologo tratto dall’opera “La notte poco prima della Foresta” di Bernard-Marie Koltès), ma anche cantante, ballerino, comico, sassofonista e marito premuroso: su Twitter è virale il video in cui porta due panini alla moglie e alla figlia in platea.

Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino sul palco dell’Ariston

L’interazione con i social è stata fondamentale. Come l’anno scorso, i “The Jackal” riescono a far dire in mondovisione parole senza senso come #gnigni perfino al direttore d’orchestra Beppe Vessicchio, la cui assenza nel 2017 aveva suscitato non pochi interrogativi. Tutto nasce da un video girato pochi giorni prima dell’apertura del Festival, con protagonista Favino, rapito e sostituito da Fru, uno dei videomaker napoletani. Stamattina è stato pubblicato l’epilogo di questa misteriosa vicenda: qui si può rivivere l’intera “Operazione Sanremo.

Non sono però mancate le polemiche. Una su tutte: l’accusa di plagio rivolta al duo Ermal Meta-Fabrizio Moro durante il Dopofestival. La canzone Non mi avete fatto niente, scritta a seguito della pubblicazione di una lettera del marito di una delle vittime della strage terroristica del Bataclan, avvenuta a Parigi nel 2016, contiene nel ritornello versi simili ad un’altra canzone: Silenzi, presentata a Sanremo Giovani nel 2015 e poi scartata. I due cantautori vengono prima sospesi dalla gara di mercoledì, in attesa di delucidazioni, e poi riammessi la sera successiva. “Tutti sapete chi siamo. Avete davanti due cantautori, facciamo questo lavoro da tempo, siamo tra i fortunati che con fatica hanno trasformato la loro passione in lavoro. Sappiamo che cosa significa scrivere una canzone, significa conservare la bellezza. Non avete davanti due furbacchioni, non avrebbe avuto alcun senso fare quello di cui siamo stai accusati. Le canzoni non ci mancano, sia io che Fabrizio ne abbiamo abbastanza per fare altri tre dischi”, dichiara un infervorato Ermal Meta. Un vero schiaffo morale per tutti gli haters: il brano, carico di intensità poetica e morale, si è infatti rivelato vincitore dell’edizione, superando i superfavoriti Lo stato Sociale e un’emozionata Annalisa.

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono la 68esima edizione del Festival di Sanremo

Anticonformista, rivoluzionario, innovativo. Claudio Baglioni ha vinto la sua scommessa. Ed ora, mentre si aspetta di sapere quale sarà il destino di un appuntamento annuale sempre più in crescita (i dati parlano di 58,3% di share, record di ascolti che non si registrava dal 2002), si è certi di un’unica cosa: questo Festival e la sua direzione artistica costituiscono uno spartiacque, con cui sarà complicato confrontarsi nei prossimi anni.