• giovedì , 20 settembre 2018

’99 ragioni per andare a votare

Intervista a Dario Zamani, studente del quinto anno del liceo scientifico. Un brillante ragazzo affamato di politica che è stato scelto tra giovani di tutta Italia per partecipare ad una tavola rotonda. Dieci ragazzi sono stati invitati a parlare di politica, nella redazione de La Stampa, con esperte penne della testata giornalistica di cui Dario è un accanito lettore. Dopo aver risposto ad un articolo riguardante le vicine elezioni del 4 marzo è stato contattato da un giornalista per esporre le sue idee durante un incontro a cui avrebbe partecipato anche il direttore de La Stampa, Maurizio Molinari. I dieci “ragazzi del ’99” selezionati tra giovani provenienti da tutta Italia sono scesi in campo. Ecco l’esperienza di Dario.

Come ti sei appassionato di Politica?
Sin da piccolo sono sempre stato incuriosito dalla Politica, la sera guardavo con i miei genitori i dibattiti elettorali. Ha sempre suscitato in me grande interesse, perché credo sia fondamentale essere coinvolti per scrivere il nostro futuro. Non bisogna solo assistere come spettatore, ma immergersi in questo mondo, leggendo il più possibile,utilizzando tutti i nuovi mezzi di comunicazione a nostra disposizione e soprattutto dialogando con tutte le forze politiche. È sbagliato guardare solo una fazione, si devono conoscere tutte le parti. La politica è sempre riuscita a venire incontro alle esigenze di tutti; per questo mi appassiona . Fare politica è inoltre un dovere civico.

Hai avuto quest’occasione di andare alla redazione del giornale La Stampa, come hai fatto a partecipare?
Un giorno leggendo tra le pagine del giornale ho visto un articolo che parlava dei giovani del ’99 che sarebbero andati a votare per la prima volta e invitava i ragazzi a scrivere un breve brano su queste elezioni esponendo le proprie opinioni. Ho inviato una mail in cui ho scritto scrivere cosa avrei voluto che il nuovo governo facesse, i miei desideri e le mie paure. Ho scritto le mie idee riguardo la politica economica e sociale che gradirei il nostro paese intraprendesse e sui temi più caldi come quello dello “ius soli”e quello dei migranti, offrendo delle  mie personali soluzioni a questi grandi problemi. Due settimane dopo sono stato contattato da un giornalista che mi chiedeva di partecipare ad un incontro con altri nove miei coetanei, il direttore e due vicedirettori de La Stampa.

Che emozioni hai provato quando hai scoperto di essere stato scelto? Cosa ti aspettavi da questo incontro?
Quando ho scoperto di essere stato scelto ho provato felicità ed ero soprattutto orgoglioso che il giornale da cui spesso traevo le mie informazioni mi aveva dato la possibilità non solo di esprimere il mio parere, ma anche di confrontarmi con altri ragazzi della mia età provenienti da tutta Italia e con giornalisti tra i migliori del paese. Mi aspettavo un dialogo molto aperto dove ognuno poteva esporre le proprie idee e problematiche per questo governo e devo dire che le mie aspettative sono state pienamente rispettate.

Come si è svolta la riunione?
Dopo essere stati accolti, ci hanno fatto accomodare nella sala riunioni. A capotavola si sono seduti il direttore Molinari e i due vicedirettori. Sono state poste a tutti noi tre domande. Abbiamo risposto uno alla volta e poi in ordine abbiamo tutti avuto un confronto diretto con Molinari. Un “faccia a faccia”. Le domande erano le più svariate, ha risposto alle questioni riguardo alla politica, alla gestione del giornale. Successivamente abbiamo visitato la redazione conoscendo diversi giornalisti. Infine abbiamo fatto un breve giro al museo del giornale.

Hai conosciuto il direttore Maurizio Molinari; che impressione ti ha fatto?
Avevo ovviamente sentito parlare del direttore Molinari e ammiravo la sua figura. Conoscendolo di persona mi ha dato l’impressione di essere una persona molto umile e rispettata da tutti all’interno della redazione. Ciò che ho apprezzato maggiormente di lui è stata l’etica lavorativa. È conscio delle responsabilità che ha sulle spalle. Mi ha molto colpito la sua riflessione sul brand de La Stampa e sulle fake news. Una figura autoritaria, ma sincera e corretta anche nel modo di gestire una delle testate giornalistiche più famose d’Italia.

Molti ragazzi hanno parlato della scuola nelle loro risposte, cosa cambieresti tu nell’ambito dell’istruzione?
Io credo si dovrebbe dare maggior spazio all’educazione civica vista l’importanza di questa materia, che deve educare i nostri giovani alla Costituzione e a come funziona il governo. Vorrei ci fosse un dibattito in classe in cui si possano confrontare le proprie idee con quelle altrui. Cambierei anche l’alternanza scuola-lavoro, che credo stia togliendo troppo tempo per quanto riguarda lo studio. Vorrei sì, che si aiutassero gli studenti a trovare la loro strada nel mondo del lavoro, ma togliendo meno tempo agli studenti.

Durante l’incontro, come è stato affrontato il tema della politica estera?
Il tema che coinvolge maggiormente l’Italia è sicuramente quello sulla questione Europa. Si sono create due fazioni. Una sosteneva la necessità, per l’Italia, di rimanere in Europa, approfondendo persino i legami con gli altri paesi europei. La seconda fazione credeva invece nell’obsolescenza di questa unione, legata ormai solo da principi non attuali.

Dopo aver partecipato a questo forum vedi un futuro migliore per l’Italia oppure questo scambio di opinioni ti fa pensare al peggio?
Da questo incontro esco sicuramente molto ottimista per il futuro della mia nazione. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone della mia stessa età provenienti da città e realtà diverse dalla mia. Sono stato felice di vedere in altri la mia stessa passione per la politica e per il dibattito. Devo dire che la rappresentazione della politica che ci viene data sui social networks, dove la parola viene data a tutti e che spesso scrivono cose prive di significato, mi fa riflettere. Quando invece si ha la possibilità di parlare con persone affamate di verità e informate a 360 gradi sulla politica; questo mi fa ben sperare. Seppur con idee diverse, so che questa domenica molti andranno a votare consci della situazione.

Clicca qui per leggere l’articolo de La Stampa con l’intervista a Dario Zamani 

 

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