• martedì , 18 settembre 2018

Letteratura VS cinema

Salone del libro, stand Rai, ore 12.15. Conferenza, “Nemico Carissimo – dal rapporto con nemici straordinari nascono storie straordinarie”.

“C’era un re di nome Federico
che andò in guerra e cercava il nemico.
Ma il nemico era andato
a comprare il gelato
infischiandosene del re Federico

– Nemico, nemico, vieni fuori che ti aspetto! –
– Adesso no, finisco il sorbetto -.
– Vieni fuori che ti aspetto con la spada e con la lancia -.
– Adesso no, perchè ho il mal di pancia- .

Re Federico per la disperazione
buttò la corona e andò in pensione. ”

Gianni Rodari

Il rapporto amico-nemico che scaturisce  dalla poesia di Gianni Rodari è l’incipit con cui Alberto Farina inizia la trattazione. Il tema si presenta chiaro e attuale, si parla di cinema e letteratura. Più precisamente il rapporto cinema e libri. Di come il nemico possa dare una mano all’eroe per affermarsi nella realtà. Abbiamo bisogno di un nemico, mentre i cattivi sono necessari per definire l’eroe. È la base di ogni racconto.

Ma il cinema è amico dei libri? Aiuta la letteratura? Sì, il cinema riesce a dar forma al libro. Crea un cambiamento: trasforma una sensazione pensata in una concreta. Ma il film attua anche un’evoluzione che non riusciamo a cogliere nei libri. Un esempio è Wonder: la pellicola riesce a dare un sentimento maggiore rispetto al libro. Come afferma il vicedirettore RAI Valmarana: “Il libro deve essere tradito“.

“Probabilmente conoscete la storia di quelle due capre che mangiano la pellicola di un film tratto da un romanzo di grande successo. A un certo punto una capra dice all’altra: “per me, era meglio il libro””

Alfred Hitchcock a François Truffaut nel 1962

Non sempre gli scrittori sono propensi a vedere le loro trame su pellicola. Un esempio è Stephen King che si è spesso accanito contro l’adattamento dei suoi libri ai film. Eppure attraverso il cinema libri come Shining non sarebbero così famosi. Il cinema ha anche un ruolo pubblicitario. È la parte “marketing” della letteratura. Ma esiste anche il contrario: il libro “Gli Sfiorati” ha avuto un gran successo, il film no.

Persone che dicono “io ho amato il libro”, certe volte non guardano il film e viceversa. Eppure il film e il cinema sono il supporto l’uno dell’altro. Libri che hanno avuto molti successi sono stati interpretati e riscritti nel cinema. I film servono a far comprendere meglio la storia e il messaggio che l’autore vuole dare. Una storia che funziona sempre è Frankenstein. La storia di Mary Shelley nel corso del cinema è stata rivisita un miliardo di volte. Il mostro è il tipico “cattivo” e nel libro appare come una creatura semplice che diventa cattiva perché è rifiutato dalla società. Attraverso il cinema invece viene interpretata anche un’altra chiave di lettura: il mostro è il dottore che lo crea o chi non lo accetta?  Il cinema allarga gli orizzonti interpretativi.

Il passaggio cinema-libro diventa anche il contrario. La sceneggiatura può diventare libro. King Kong ne è un’esempio. Lo scrittore Edgar Wallace crea all’inizio il copione e poi il libro. Ed è proprio “dal rapporto con nemici straordinari che nascono storie straordinarie”. La divisione che certe volte c’è tra libro e cinema non esiste poiché senza uno non si può comprendere l’altro. Il cinema diventa letteratura e letteratura cinema. Uno è il volto dell’altro.

“Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico”

Centochiodi, film di Ermanno Olmi

 

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