• giovedì , 20 settembre 2018

Prossimi Umani

Spesso ci poniamo domande sul nostro futuro, ma poi non sappiamo veramente rispondere. Questo è l’obiettivo che si sono posti i due scrittori, Francesco De Filippo e Maria Frega, nel loro libro “Prossimi Umani”, dare certezze. Una raccolta di interviste a rinomati scienziati italiani su come sarà la nostra società in un arco di 20 anni, unico plausibile per non cadere nell’arte dei vaticini. I più prestigiosi scienziati italiani esperti di domotica, robotica, fisica, biotecnologie, genetica, intelligenza artificiale e bioingegneria sono stati chiamati a disegnare gli scenari prossimi venturi.

Il criterio di scelta dei 13 personaggi, tra cui una donna, è una selezione che oscilla tra tematiche e personalità. L’autrice del libro in una conferenza al Salone del libro, ha ribadito la grande disponibilità di ogni specialista. “Il libro – continua la scrittrice – è suddiviso in due parti: ricerca di base e ricerca applicata per affrontare le frontiere della conoscenza e quelle che ogni giorno ci circondano”. Francesco De Filippo invece pone l’attenzione sulla continua comunicazione tra società e scienza: “Sbalordisce tutti in quanto si pensa che quest’ultima sia chiusa in se stessa quasi come arroccata su una torre altissima. E invece no”.

E prosegue:  “Quello che abbiamo capito è che stiamo per assistere ad una rivoluzione destinata a cambiare con esponenziale velocità la vita dell’uomo sulla Terra. Questa sin da quando è nato l’uomo fino a circa il 1700 è rimasta la stessa. Dalla metà del XIX secolo senza preavviso è cominciata a cambiare radicalmente e abbiamo assistito a progressive accelerazioni. “Noi siamo alla vigilia di un cambiamento ancora più radicale di quanto non sia avvenuto fino ad oggi sia da un punto di vista positivo, sia negativo”. Dal libro si deduce sin dall’introduzione che il ‘900 era impostato sulla fisica grazie alla quantistica. La posizione attuale è invece la neuroscienza e la genetica.

Uno dei grandi interrogativi rimane l’uomo del futuro. L’autrice dichiara: “Sarà un umano più longevo e più sano grazie alle avanguardie del campo medico-scientifico con possibilità di vivere fino a 130 anni, ma –continua- sarà più deficitario a livello cognitivo e dell’intelligenza”. Avremo una vita molto più lunga ma virtuale e sempre meno reale, abiteremo in gigantesche aree metropolitane, ci serviremo (forse) degli asteroidi come fonti di materie prime, ne sapremo di più sulla materia oscura e sull’Universo, con terapie geniche potremo rigenerare alcuni organi del corpo umano, consumeremo su larga scala prodotti ispirati al mondo vegetale, saremo coadiuvati dagli umanoidi nella vita quotidiana, la popolazione mondiale sarà di 11 miliardi e finalmente sbarcheremo su Marte. Sarà sempre più difficile distinguere artificiale da naturale. Ciò che preoccupa di più: la possibilità di cambiare l’uomo dal di dentro, dall’interno.

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