• mercoledì , 18 luglio 2018

Tradire la traduzione

Siamo tutti abituati a leggere libri ma non facciamo mai caso a un punto fondamentale: la traduzione. Tradurre è un po’ come tradire, non si otterrà mai il testo originale. Un problema che si risolve esclusivamente con un’attenta ricerca da parte dei traduttori. È questo il centro dell’incontro con Michele Riva, editore e traduttore. Durante la conferenza ha elencato quattro punti su cui si deve basare una traduzione d.o.c..

In primis il tono di voce è fondamentale: bisogna riuscire a trovare un mix tra semplicità e lo stile dell’autore. Oltre a essere ironici, divertenti o filosofici, è essenziale farsi capire molto bene e riuscire a trasmettere il messaggio dell’autore, altrimenti il libro perde senso. Ovviamente bisogna anche a continuare a leggere molti libri in italiano, soprattutto nella propria materia, così da imparare dai più grandi traduttori.

È vitale la consapevolezza, non si può tradurre senza sapere alla perfezione di cosa si sta parlando. Questo costringe gli aspiranti traduttori a leggere intere collane. Sbagliare è vietato.

Inoltre si è parlato di capacità di “reinventarsi” un minimo il libro. Attingere dalla propria fantasia per dare quel tocco personale alla traduzione che la distingue dalle altre dello stesso libro. Se le traduzioni fossero tutte uguali svanirebbe il gusto di sceglierne una da un’altra. Infine la bellezza è la ciliegina sulla torta: il giocare con le parole, renderle incisive o addirittura creare nuove figure retoriche.

“È sempre più difficile trovare nuovi traduttori”, conclude Riva. Tradurre può sembrare un compito difficile, ma nonostante le apparenze, porta grandi soddisfazioni.