• giovedì , 20 settembre 2018

L’altro 2 giugno

di Irene Lorusso

Il 2  giugno è stata la giornata mondiale dei disturbi dell’alimentazione. Da pochi anni a questa parte questo tipo di disturbi è aumentato, anzi raddoppiato, principalmente negli adolescenti, i soggetti certamente più a rischio a causa della loro fragilità e dello stress a cui sono sottoposti. Molti giornalisti, scrittori, psicologi si sono mobilitati con campagne pubblicitarie, libri ed articoli notando che la maggior parte di questi ragazzi è od è stata anche vittima di bullismo.

Ci si chiede se la società sia in qualche modo stimolatrice  oppure solo spettatrice di questi disturbi?  Molti concordano sul fatto che  l’aumento di queste patologie sia dovuto al  forte desiderio  di  voler migliorare la propria immagine, di voler acquisire un aspetto fisico perfetto, seguendo dei canoni di bellezza imposti dalla società attraverso vari canali. Tali richieste  creano  una pressione, una cappa soffocante, attorno a tutti coloro che “non rientrano  negli standard”. Così nascono non solo disturbi alimentari, ma anche depressione, molto spesso correlata al bullismo, e disturbi legati all’interazione con le persone: basti pensare al caso di alcune modelle che hanno vissuto quest’esperienza.

Lo stesso concetto di “standard” è sbagliato: non ci si deve sentire in obbligo di rientrare in una certa categoria, non possiamo e non dobbiamo stereotiparci e cadere così nei soliti clichè. Tale situazione ricorda i metodi di selezione degli animali, quando bisogna macellarli: se una di queste bestie non è abbastanza grassa allora non è adatta. La moda si è sintonizzata su questi canoni e in molti casi acuisce il problema soprattutto negli adolescenti che si sentono  in obbligo di rientrare nelle “misure” giuste.

Un fatto ancora più eclatante che in questi ultimi anni è emerso, è il numero di bambini che sono affetti da disturbi legati al cibo, quelli compresi tra i 6 e i 12 anni. In Italia si è verificato un vero e proprio boom, detto boom dei baby cibo-dipendenti: sono quasi 300 mila i bambini affetti da questi disturbi. E come sempre siamo tutti alla ricerca di un colpevole, di una causa di questo grave problema. Per quanto riguarda l’anoressia nei  bambini e negli  adolescenti la causa, secondo alcuni studi, è  da ricercarsi in un pessimo legame affettivo con la madre; quest’ultime sono state denominate le “mamme fredde”, l’etichetta illustra bene il tipo di relazione che esse instaurano con i propri figli.

La bulimia, invece, che letteralmente significa “fame da bue”, può essere scatenata da molti fattori, depressione, ma soprattutto dalla poca autostima che provoca una scarsa attenzione per il proprio fisico.  Per rientrare negli standard imposti dal mondo mediatico il peso forma è diventato una vera e propria ossessione.

Una domanda che potrebbe sorgere spontanea è come stoppare l’aumento di questo fenomeno preoccupante. La risposta non è semplice. E’ importante però considerare le persone e soprattutto gli adolescenti ed i bambini, che si trovano in una fase delicata della loro crescita, nella loro completezza valorizzando le caratteristiche personali  e l’aspetto interiore che  rendono unico ognuno di noi. Agendo in questo modo saremo in grado di superare i  vacui cliché imposti dalla società.

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