• mercoledì , 22 agosto 2018

Significati nascosti nel tuo orologio

di Stefano Barbero

Tutti hanno in tasca un telefono, eppure il mercato degli orologi da polso non vede crisi. In parte è merito degli smartwatches, che però vendono grazie a “smart”: il lato “watch” è un puro accessorio. È più interessante invece considerare perché da Sfera Ebbasta ai calciatori, tutti i nuovi ricchi di oggi ostentino la loro esagerazione proprio con il Rolex, analogico, vecchia maniera. La pentita Debora Cerreoni, in merito ai recenti arresti nel clan dei Casamonica, ha sottolineato il valore simbolico dell’orologio anche nella nuova mafia romana di origine nomade. Come il famoso funerale di Vittorio Casamonica,  lo sfarzo è per loro sinonimo di potere, fondamentale parte costituente della comunicazione intimidatoria. Ma non una Ferrari o una villa, la prima esibizione è l’orologio.

Il fascino dell’oggetto è sicuramente legato al riscatto sociale. Molte di queste persone non hanno ereditato la ricchezza, l’hanno ottenuta (“guadagnata” è un termine che molti non approverebbero). Non vogliono quindi che il loro successo passi inosservato. Hanno vissuto un’evoluzione nella  quotidianità, ed è nel quotidiano che fanno i primi cambiamenti. Se un oggetto di uso comune risalta e sberluccica diventa più appariscente di ciò che è strano per natura. I diamanti incastonati nell’oro vogliono dire “Non ci siamo comprati da soli” spiega il trapper cinisellese. Questo aspetto tangibile di rivalsa è però comune anche a beni come automobili o vestiario. Il segreto dell’attrattività di queste tre inarrestabili lancette, è racchiuso nel mistero di cinque lettere. T-e-m-p-o.

È sicuramente il concetto più studiato e dibattuto della fisica moderna. È incontrollabile e inacquistabile. Ci sono molti ambiti padroneggiabili con le cifre del conto bancario. Le armi sono un altro cliché dell’esibizionismo proprio perché permettono di avere voce in capitolo addirittura sulla vita o morte di qualcuno. Niente, ad oggi, può influenzare anche marginalmente lo scorrere del tempo. Non è chiara quale sia la sua natura. Inconsciamente si è portati a indagarlo, vederlo da più punti di vista. L’orologio analogico non si limita a nude cifre su un display. Comunica movimenti planetari, con analogie di movimenti: due rotazioni di lancette sono una rotazione terrestre. La forma circolare del quadrante trasmette l’idea di continuità e regolarità dello scorrere del tempo. Per lo stesso motivo il movimento delle lancette negli orologi di lusso non è “a scatti”, ma continuo. L’inusitato funzionamento degli orologi meccanici è tecnologia finissima. Il rilascio di energia proveniente da una molla è infatti continuo e regolare, mentre i più economici orologi al quarzo, misurando oscillazioni, hanno una concezione del tempo “a salti”.

Inoltre i meccanici devono essere continuamente seguiti perché ricaricati a mano, ma sono indipendenti da batterie. I digitali abbandonano l’aspetto grafico per passare all’asciutto dato numerico. Non a caso molti orologi digitali hanno quadranti rettangolari, che comunicano una concezione più limitata e concreta delle ore. Una sveglia da comodino, ad esempio, per assolvere il suo compito non deve trasmettere particolari sensazioni. L’orologio che si porta al polso tutto il giorno invece è una sorta di memento, ogni volta che lo si osserva. Così il Rolex ricorda dei guadagni economici, della regolarità e infinitezza del tempo, di un’indagine mai completa. Passare il proprio tempo a capire cosa sia il tempo. Questo un cruccio per pochissimi, un’abitudine inconscia di tutti. Una livella sociale, che induce chi può comprare tutto a incaponirsi con l’unica eccezione della lista, uguale per tutti. Che si possegga un semplice analogico da battaglia o un lussuosissimo cronografo d’oro, si potrà osservarlo e, per dirla con l’amaro Averna: “Godersi il tempo, invece di misurarlo”.

 

 

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