• domenica , 16 Dicembre 2018

Procrastinazione, una guida scientifica su come smettere

La procrastinazione, parola che bene o male conosciamo un po’ tutti, chi  piu’ e chi meno. La verita’ e’ che fin da quando l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra e’ sempre stato abituato a lottare contro il ritardare, il cancellare e il procrastinare questioni che possono essere importanti. Durante i nostri momenti piu’ proficui, quando temporaneamente capiamo come essere produttivi , ci sentiamo soddisfatti e appagati. Ecco alcuni consigli sul come rendere quei rari momenti di produttività una routine.

Il problema della procrastinazione è senza tempo, infatti gli antichi filosofi Greci come Socrate e Aristotele avevano creato una parola che descrive questo tipo di comportamento: akrasia (ἀκρασία, letteralmente “manca comando”) occasionalmente traslitterato come acrasia o anglicizzato come acaro o acrismo , è descritto come una mancanza di autocontrollo o lo stato di agire contro il proprio migliore giudizio. E’ sostanzialmente quando si fa qualcosa anche se si sa che bisognerebbe farne un’altra. Questa invece è una definizione moderna: rimando di un impegno in un momento successivo, è dunque la forza che impedisce di fare ciò che ci si eri preposti.

Per capire pero’ il motivo per cui procrastiniamo, bisogna interpellare la scienza: diversi studi sul comportamento umano hanno portato alla scoperta di un fenomeno chiamato “incoerenza temporale” che sembra mettere da parte le nostre buoni intenzioni. L’incoerenza temporale si rifa alla tendenza del cervello umano di  valutare maggiormente gli immediati tornaconto  rispetto a quelli futuri. Il miglior modo per capire cosa succede nel nostro cervello è immaginarsi in due io: l’io presente e l’io futuro.

Quando ci si impone degli obiettivi come perdere peso, scrivere un libro o imparare una lingua, si sta facendo dei piani per l’io futuro. Si sta visionando come si vorrebbe che la vita fosse nel futuro; è infatti più semplice per il cervello vedere i benefici da azioni a lungo termine. Dunque mentre l’io futuro può preporsi obbiettivi, solo l’io presente può agire; quando e’ tempo di prendere una decisione non si sta più facendo una scelta per il futuro io, si è nel presente e il cervello sta pensando all’io presente . Ricerche hanno dimostrato che l’io presente preferisce di gran lunga gratificazioni instantanee, e non ricompense a lungo termine.

Quindi se l’io futuro vuole essere magro e mangiare sano, ma l’io presente vuole una ciambella il cervello e’ più propenso a scegliere la soddisfazione immediata che può essere data anche solo dal cibo.

Quindi come smettere di rimandare?

Opzione 1: se si riesce a trovare un modo per ricavare benefici immediati da scelte a lungo termine diventerebbe più facile evitare di procrastinare. La strategia per riuscire in questa prima opzione è cercare di unire un comportamento che porta un vantaggio a lungo termine e uno che lo porta in modo immediato come per esempio ascoltare audiolibri o musica solo mentre si svolgono compiti, mangiare nel ristorante preferito solo se si sta conducendo il meeting mensile con un collega difficile.

Opzione 2: trovare qualcuno con cui potersi mettere in gioco, ad esempio se per una settimana non ci si allena in palestra o non si fa attività fisica, questo non porterà svantaggi immediati ma solo su lungo termine. Però se si salta un impegno con un’altra persona si sembrerà solo pigri e svogliati.

Detto ciò anche le migliori menti hanno ammesso di aver spesso iniziato progetti e averli poi rimandati senza mai concluderli, quindi non ti preoccupare troppo se ogni tanto ti concedi questo privilegio, l’importante e’ non farla diventare un’abitudine.

 

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