• mercoledì , 17 ottobre 2018

Eclissi, dall’antichità ad oggi

Le eclissi di Luna sono fenomeni molto suggestivi, in cui la Terra si trova tra il Sole e il nostro satellite e proietta la sua ombra sulla superficie lunare. Esse da sempre ammaliano gli uomini, che nel corso del tempo hanno provato a trovare una spiegazione a questo fenomeno, prima in chiave puramente religiosa e divina, poi con l’aiuto della scienza.

I fenomeni legati alla Luna, come il suo moto, che si ripete sempre secondo uno schema preciso, le sue varie fasi e le maree, facilmente osservabili dall’uomo, hanno contribuito a crearne un’immagine metafisica. Il valore simbolico della Luna cambiava da popolo a popolo: nelle civiltà greca e romana arcaiche era vista come moglie o sorella del Sole, nell’antico Egitto era conosciuta come dea Iside, in altre civiltà simboleggiava l’eternità.

Quando però si verificava un’eclissi, tutto ciò veniva messo in discussione: oscurandosi, la Luna diventava un presagio negativo e indicava l’avversione da parte degli dei, il cui effetto nefasto si riteneva persistesse anche dopo il termine del fenomeno astronomico. Si ricorda, ad esempio, che nel 413 a.C. un’eclissi di Luna verificatasi prima di un attacco alla città di Catania fu interpretata dal generale greco Nicia come un evento funesto, causando il rinvio della partenza della flotta greca e la sconfitta degli ateniesi.

Sebbene le leggende fossero molte, e nella maggior parte si raccontasse di un mostro che divorava la Luna, le cause delle eclissi furono scientificamente spiegate già dagli antichi greci, e in particolare dal filosofo Talete. Egli infatti durante i suoi studi si interessò molto ai fenomeni del cielo e riuscì addirittura a predire l’eclissi che si verificò nel 585 a.C. Tra i romani invece fu Gaio Sulpicio Gallo a studiare e prevedere un’eclissi nel II secolo a.C.

E nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2018 l’eclissi lunare più lunga di tutto il ventunesimo secolo ha ridestato negli uomini le stesse sensazioni di stupore e meraviglia che gli antichi popoli provavano nell’alzare lo sguardo verso un così affascinante spettacolo. La Luna infatti ha raggiunto il suo picco verso le 22.22, quando il colore rosso ha caratterizzato tutta la superficie, ed ha avuto una durata di circa un’ora e quaranta minuti. Ovviamente non è stato possibile ammirarla da ogni parte del mondo ma solo in una fascia più ristretta, in cui fortunatamente l’Italia era compresa, ma lo spettacolo migliore si è potuto osservare in alcuni stati dell’Africa centrale.

Se un tempo la comparsa di fenomeni come le eclissi veniva tramandata ai posteri grazie ad autori come Plutarco, Apollonio Rodio o Virgilio, che ne descrivevano i particolari affinchè venissero conosciute anche da chi non aveva potuto osservarle direttamente, al giorno d’oggi i protagonisti sono i fotografi, che con le loro attrezzature sofisticate riescono a immortalarne le varie fasi e a renderne indelebile il ricordo per il futuro.

E sebbene sin dall’antichità le cause che determinano questi movimenti astronomici siano state svelate, ancor oggi l’uomo contemporaneo continua a rimanere affascinato – e forse anche intimorito – nell’assistere a questi rari spettacoli della natura che, pur causati da un semplice allineamento astrale, mantengono tuttavia intatta la loro aura di mistero e di magia.

 

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