• mercoledì , 22 agosto 2018

Il mistero di Ylenia Carrisi

di Ludovica Belli

Ylenia Carrisi, nata a Roma nel 1970, era figlia del famosissimo cantante italiano Al Bano e dell’attrice americana Romina Power e studiava letteratura a Londra.

Nel luglio del 1993 dopo il suo primo viaggio con la famiglia a New Orleans, comunicò al padre che a ottobre sarebbe ripartita, direzione Belize. La ragazza scelse proprio quella località perché avrebbe voluto scrivere un libro riguardo i senza tetti e/o gli artisti di stratta. Era proprio questo il posto dal quale questi ultimi partivano per recarsi, poi, a New Orleans.

Alla fine del dicembre del 1993 Ylenia alloggiava in hotel e ricevette quella sera stessa una telefonata da parte della madre. La sera precedente aveva sentito Al Bano preoccupato per il fatto che la figlia sei mesi prima durante il viaggio con loro, avesse conosciuto il trombettista Alexander Masakela. I genitori della ragazza erano molto insospettiti per la fedina penale dell’artista con precedenti. 

Il 6 gennaio 1994 Ylenia fu vista per l’ultima volta in albergo. Uscì in tarda mattinata, non portando con sé nessuno dei suoi effetti personali. Alexander, invece, con il quale condivideva la camera d’albergo rimase lì fino al 14 gennaio, senza mai denunciare la scomparsa della ragazza.

Il 31 gennaio il giovane venne accusato e arrestato dell’omicidio di Ylenia, ma senza prove dopo circa due settimane venne rilasciato e si diede alla macchia. Romina riteneva che Masakela, oltre ad abusare di sua figlia, l’avesse fatta entrare in un pessimo ambiente tenendola lontana dalla propria famiglia. Ylenia stessa, difatti, aveva confessato di far uso di stupefacenti.

Nel frattempo giunse una testimonianza, forse la più attendibile, anche se non certa: quella di Albert Cordova. Era un guardiano notturno dell’acquario della Louisiana, il quale raccontò di aver visto, proprio la sera del 6 gennaio, una ragazza seduta su una panchina di fronte al Mississippi. La descrisse come una ragazza bionda, più che maggiorenne, con un’espressione del viso molto triste e cupa. Dopo poco le disse che non poteva stare lì, era una zona vietata, ma a lei non importò e, dopo aver pronunciato la frase “Tanto io appartengo comunque alle acque”, si tuffò nel fiume. Questa testimonianza fu ritenuta credibile e anche Al Bano ha sempre creduto al guardiano, poiché Ylenia da piccola pronunciava sempre quella frase, ma il suo corpo non venne mai più ritrovato. La polizia cercò ovunque: nei fiumi, in tutta la città ma non si trovò più traccia della giovane ragazza. 

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