• mercoledì , 21 novembre 2018

Dormendo si impara

“Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare.” Così scriveva Plutarco di Cheronea quasi duemila anni fa.

Ma perchè dormiamo?

Trascorriamo circa la metà della nostra esistenza tra le braccia di Morfeo (il quale secondo la mitologia Greca appariva durante la notte e prendeva le sembianze delle persone e delle cose sognate). E già nell’utero materno intorno al settimo mese si denotano nel feto alternarsi di brevi periodi di sonno e di veglia. Per quanto riguarda un adulto invece, in media, trascorre un ottavo della giornata sotto le coperte ovvero quasi otto ore.

Tuttavia nonostante i numerosi studi i ricercatori non sono ancora riusciti a stabilire perchè esista il sonno. Infatti se fosse solo un meccanismo per recuperare le energie perse durante le lunghe giornate di lavoro ebbene in quel caso basterebbe un semplice riposo. Una delle posizioni presa da molti è che il sonno sia nato durante l’evoluzione come strategia di “risparmio” delle energie perchè infatti durante la notte il nostro metabolismo e la nostra temperatura si abbassano, tutto questo più per una necessità del cervello che per una dell’organismo. Quindi durante il sonno il cervello riesce a riorganizzare i suoi “sistemi” proprio come fa un computer quando effettua un aggiornamento o quando riorganizza i suoi documenti sul disco rigido. Secondo questa ipotesi dunque dormire serve per lasciare al cervello tempo per immagazzinare la memoria di tutto quello che è accaduto durante il giorno.

Anche il Dio Apollo, appartenente alla mitologia, ogni tanto si permetteva di riposarsi abbandonando la faretra e la lancia, appese ad un ramo.

Esistono, però, anche altre ipotesi che individuano, per esempio, nel sonno uno strumento fondamentale per la difesa del nostro sistema immunitario. Ed, in effetti, quando si hanno infezioni virali in corso, come può essere una semplice influenza, l’organismo è stimolato maggiormente al sonno da sostanze create ad hoc dal sistema immunitario. Nonostante gli studi compiuti, tuttavia, la scienza non riesce ancora a dar ragione in maniera completa al valore del sonno per l’essere umano. L’unica certezza è che esso costituisca una funzione essenziale per l’uomo.

Un dato curioso è che mentre dormiamo ognuno di noi sogna in media un’ora e mezza a notte durante la fase più profonda del sonno (fase REM) e ancora una volta gli studiosi si sono sbizzarriti sul cercare l’origine e il significato di questi ultimi poiché rivelatori di alcuni meccanismi del funzionamento del cervello, ma siamo nuovamente nella situazione precedente perchè nessuno in realtà sa quale sia la loro utilità. L’attività onirica però non incuriosisce solo noi infatti anche gli antichi ricercatori sono stati affascinati da questa attività.

Secondo la credenza Greca l’uomo è parte di due mondi e ogni giorno li sperimenta entrambi, ognuno di questi due universi ha la sua logica e i suoi limiti, e nessuno dei due è più valido dell’altro. Certamente quello terreno ha dei vantaggi come la concretezza e la continuità, ma in questo incontriamo solamente amici, parenti, conoscenti o altri esseri viventi, limitazione che nel mondo onirico non è presente in quanto è possibile fondersi con la propria immaginazione e dunque incontrare divinità piuttosto che persone defunte.

A Dream of a Girl Before a Sunrise” (c. 1830-1833), sogno di una ragazza prima dell’alba dell’artista russo Karl Briullov

Il sogno, poi, era ritenuto anche un’esperienza avuta dall’anima, uscita temporaneamente fuori dal corpo.Se restringiamo il campo della nostra ricerca ad Aristotele, si noterà come il sogno sia stato spesso al centro delle sue indagini.

Direi che a questo punto sia sfatato il detto: “Chi dorme non piglia pesci” dal momento che i più gradi filosofi hanno sempre ritenuto il sonno come un’ottima attività meditativa.

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