• mercoledì , 21 novembre 2018

I nomi dei Primini

di Valentino di Ciaula

UN AMORE COMPLICATO

1 scientifico A

La storia è ambientata nella CAMPAGNA inglese e, se non fosse che si svolge nei giorni nostri, sembrerebbe una novella del BOCCACCIO.

Lei era stata CLARA sin dall’inizio, ANSELMO non le andava a genio, non le piacevano i suoi capelli RICCI, la sua auto che per lei era una CARETTA da demolire, e il fatto che la sfotteva per via della sua voce acuta facendole sempre il VERSINO.

Poi mangiava all’inglese solo pudding e PUDDU ed era ateo, addirittura venerava il dio PAGANO sette sette HOTOT.

Lei era stata BREDA di un’infatuazione improvvisa, il fuoco le bruciava sotto le GRACI, ma la RUATA dell’amore girò istantaneamente quando lo vide addentare e sbranare in un secondo, un intero ZAMBON di maiale!

Il padre di lui, D’ELIA BERRUTO, era un imprenditore tessile che lavora il cotone, fa seta, FALINI ed era molto ricco. Vivevano in un castello che un tempo era appartenuto ai RUFFATTI VITROTTI ed aveva anche grandi silos pieni di grano duro e GRANIERO e un grande e LONGO parco che degradava fino al mare, al MARCHISIO, più una cava dalla quale estraeva sabbia grande e anche più minuta, della SABBADINI.

Suo figlio sognava di essere un cavaliere e vedeva in lei la sua DAMASIO, i suoi sogni però, vennero tagliati, MOZZATI come le falangi della sua mano destra sacrificate in una trappola che lui stesso aveva messo per catturare una pauvolpe e un PAUTASSO.

Gli innamorati sanno che l’amore presenta ostacoli che andranno superati, ANFOSSI da saltare e soprattutto non tutto ciò che PARVIS oro lo è.
Se ne dovette fare una ragione: lei non lo amava.

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UN PRETE SCOMODO

1 Scientifico B

FRACCALVIERI era un MONACO che amava i volatili e anche gli altri animali. Aveva una voliera con dentro una COLOMBERA e alcuni CIGNETTI, un GALLO cedrone e uno CZIKE PAPOTTI, un raro uccello di origine neozelandese dal caratteristico colore BRUNO.

Aveva anche molti nemici però. Nella CONCAS dove viveva, dettava legge una famiglia che a tutti incuteva paura: i GENGAROLI. Lui non aveva CAPUTO subito quale clima si respirava nel paese, girava tranquillo sul suo motorino, un GARELLi degli anni ’70, salutando sempre tutti e cantando a voce alta, ORLANDI a squarciagola. Alle signore che andavano a messa nel giorno di PASQUINI omaggiava un FIORE e ai bambini comprava spesso da TADDEO, grande e rinomato pasticcere, che gli faceva grandi sconti sui CONI gelato.

Molti abitanti avevano sperato che con l’arrivo di questo religioso, dal fisico possente su una struttura un po’ TOZZA, si sarebbe respirata un’aria MIGNONE, ma GOMES come non è, le cose non cambiavano.

Un commerciante aveva dovuto pagare un pizzo da un VIGLIONE per non trovarsi il negozio incendiato, BOGGERO, che aveva una cava e trasportava tonnellate di SABIA ai cementifici, era ancora PAONESSA in volto per lo spavento preso quando uno della gang gli aveva urlato in faccia: “ se non paghi il pizzo TUCCIdo”.

Un altro commerciante fu atteso nel RANDONE di casa e malmenato con un bastone. Certe realtà, pensò il prete, le DEVITOccare con mano per crederci veramente.

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TORNEO NELL’ALTO PIEMONTE

1 scientifico C

Quel giorno pioveva ma il MARCHESE, pur senza ombrello, era completamente SCIUTO. In sella al suo CAVALLO, ovviamente BIANCO, avanzava nella brughiera tra Vercelli e NOVARO e gli SCRIZZI di pioggia sembrava non riguardarlo.

Aveva un cappello, più che altro uno di quei BERRUTTI impermeabili dove l’acqua SCOLA senza bagnare la TESTA, e un vestito di GRAMAGLIA con dei disegni FLOREANI che indossava con molto GARBO.

Aveva vicino a sé un bastardino MACAGNO molto fedele, lui diceva che somigliasse al cane protagonista del vecchio film con Liz Taylor, torna a casa ALESSIO, ma più che a un pastore belga sembrava un bracco, un GASTALDO BRAC.

Finita la sgroppata sull’equino, andò a casa nel paese di PORRECA, aprendo il garage il solito rumore: WANG. Salì quindi sulla sua auto da corsa, una PEYRON decapottabile per andare in chiesa dove lo aspettava il prete don FERNANDES FERREIRA che lo BENADI’ personalmente.

Risalì sull’auto, regolò automaticamente lo SPOGLER anteriore e corse al paese confinante dove era iniziato il torneo internazionale di MORRA. Lui doveva sfidare il campione in carica che da anni tutti ma proprio TONIUTTI, cercavano di battere.

Si era allenato molto con alcuni uomini giovani e con alcuni INZANI e si sentiva pronto a batterlo. I suoi modi eleganti, molto FINAZZI, furono apprezzati dal campione D’ELIA, che gli sorrise con i suoi canini assai affilati che sembravano due veri e propri ZANINI. Vinse senza problemi.  

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1 scientifico Scienze Applicate

IL FILM DI HOLLYWOOD

A Hollywood, Mel Gibson e MELGARA, stavano girando un kolossal di cappa e spada. Uno impersonava re Artù, l’altro LANGELLOTTI.

In groppa al suo cavallo baio, quasi BRUNO e in verità un po’ GRASSO, Artù stava duellando con il nobile BEJAN. Erano ormai alla resa dei CONTI quando il re fu trafitto; sentì una fitta nel costato, poi come del fuoco, un forte BUJOR e cadde nel suo stesso sangue.

Le comparse iniziarono a danzare e gridare la loro felicità e il loro GIUBILEI, alcuni baldi e forti soldati continuarono il combattimento, quelli meno alti, BALDINI e fortini, si dettero alla fuga lungo la via, VIARENGO, per raggiungere il CANALE DELLA ROCCA e così salvarsi a nuoto.

“HU” disse il regista, “la scena è venuta bene e, visto quanto COSTA il film, direi di non fare sprechi quindi buona la prima!” Poi chiamò aspramente l’aiuto regista CAUCHI. INGLOTT la saliva causa lo spavento che si prese e gli ordinò: “fai sedere lì la girl e LIBOI”. “E che MUSCIACCHIO!” esclamò sottovoce, “prima mi dice PORTALURI là porta QUAGLINO, non va bene, ogni sua richiesta CELA un sottinteso. Ho paura a prendere delle iniziative, non mi BOSO”.

I due addetti alla fotografia, GIULIANO che era D’AGNANO vicino Napoli ma aveva i genitori MANTOVANI e GUGLIELMO Etti, che aveva due figli Pas e Schin, PASETTI e SCHINETTI,che già lavoravano sul set, risero assistendo alla scena.

Perso per PERSICO, l’aiuto regista esternò lo stesso il suo tormentato amore per il regista Ric sussurrando: “ I LAVRIC”.

Dura lex sed lex, dura lec SEDLACEK.

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IV Ginnasio A

LA GATTA E L’AUTUNNO

Il bosco parlava già d’autunno, dal pino cadevano gli aghi e le PIGNATELLI, il GALLO cantava sempre più presto al mattino e un gatto SORANO s’aggirava tra i cespugli di LAURO in cerca di prede.

Rino Cassa, che tutti chiamavano CASSARINO, aveva chiamato la sua gatta Meri.

 Era un felino assai anziano e lui con molto affetto le parlava: “AIMERI ormai i topi non LIPRANDI più, non hai l’agilità di una volta”. La responsabilità era comunque tutta sua poiché le preparava a pranzo un piatto di RAVIOL e, comprandolo dal suo amico BERTINETTO che aveva un allevamento di suini, del lardo che diceva è quello che FALARDI più buoni di tutta la regione.

Anziché acqua la povera gatta trovava nella ciotola un vino assai delicato, molto FINELLO, un SALLIER DE LA TOUR di un vitigno tedesco che, prima dell’avvento dell’euro, pagava un sacco DE MARCHI. Il produttore Verg, che era stato insignito del titolo di CAVALIERI della repubblica, era basso di statura ,lui lo chiamava VERGNANO, e aveva una moglie nobile, della famiglia degli ENRIETTI CERUZZI, molto bella, coi capelli castano chiari, quasi BLUNDA.

Quando vedeva mangiare la sua gatta, le diceva: “ DE BIASI? Ne vuoi ancora? Magari un fruttino chessò una piccola mela? Un PERINO?” Lei faceva le fusa e barcollando se ne andava a dormire.

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IV Ginnasio B

RISCHIO SMOTTAMENTI

I lavori di consolidamento, affidati alla ditta CROSETTO, per evitare i disastri che le periodiche valanghe dal MONTERSINO raggiungevano le abitazioni, erano a buon punto. Ogni tanto a valle echeggiava il grido di qualche lavoratore che avvertiva: “AIMASSO in caduta! Attenzione!”

BACCARANI TOMASINI, amici da sempre, come ogni settimana erano in cerca di funghi e furono sfiorati dal masso. “porco CANU, a momenti ci colpisce, vedi che pregare la DEMARIA Maddalena aiuta?”La zona era delimitata con DEL MASTRO bianco e rosso, ciò nonostante molti ignoravano il divieto e s’incamminavano per la grande via, un VIONE, che con tre ore di cammino faceva raggiungere la cima. La strada prendeva il nome di RUA’ in ricordo del salesiano don Michele, primo successore di don Bosco.

Il LEMMA aveva preso l’accento sull’ultima vocale a causa del dialetto semi francese, che la nobile CUNEGONDA, abile ricamatrice che aveva impiantato un’attività di sartoria con bravissime SARTEAd ogni angolo del paese, aveva trasmesso a tutti i suoi concittadini. Costei, molto egocentrica e con LIO smisurato, s’atteggiava a parigina sfoggiando abiti, trucchi e ROSSETTI di provenienza francese.

Si diceva altresì che aveva fatto la chirurgia plastica finendo sotto i FERRI del dottor GASPARINI MUSSO, chirurgo che girava con la sua fiammante AUDISIO a tutta MANETTI facendo lo spaccone, il GALASSO, e spaventando i poveri pedoni.

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