• mercoledì , 21 novembre 2018

Federico Papone, da Valsalice a Borgo Panigale

Negli ultimi dieci anni, quasi 250 mila giovani italiani, secondo le stime dell’Ocse, hanno lasciato il nostro Paese per trasferirisi all’estero in cerca di un’occupazione. Si tratta soprattutto di giovani, molti dei quali sono costretti a lasciare il nostro Paese per motivi di studio o perchè, dopo la laurea, riscontrano molte difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro. I numeri, tuttavia, non sono sufficienti a fotografare tutti gli aspetti della realtà. Non mancano, infatti, anche i giovani italiani che, in controtendenza, riescono a realizzare i loro sogni anche in Italia. E’ il caso di Federico Papone, ex alliveo di Valsalice, che “Il Salice” ha intervistato:

Qual’è stato il tuo percorso di studio e lavorativo dopo la maturità a Valsalice?

Mi sono diplomato nel 2009 e dopo ho conseguito la laurea magistrale all’HEC di Losanna. Nel frattempo, ho iniziato a fare le mie prime esperienze nel mondo del lavoro e dal 2014 sono “entrato” in Ducati, prima con uno stage e, a partire dal 2015, sono diventato Responsabile per la gestione dei dati e per la Nazionalità del Prodotto. Lavoro presso lo stabilimento di Borgo Panigale, uno dei tre di Ducati, nonchè il più grande dell’azienda, che è controllata da Audi.

Lavorare nel settore dell’Automotive è sempre stato il tuo sogno o da ragazzo sognavi un altro futuro?

Essendo torinese, ho sempre avuto un debole per il settore dell’auto, quindi lavorare in Ducati è una grande soddisfazione, non solo professionale. Ho la fortuna di lavorare per una grande azienda, ma penso che nell’arco di un’intera carriera lavorativa sia anche necessario saper cogliere le opportunità ed essere “flessibili”.

La Ducati è una delle aziende italiane più conosciute al mondo e i suoi “raduni” richiamano anche molti appassionati stranieri

Molti giovani italiani sono costretti a cercare lavoro all’estero. Ti senti in qualche modo “privilegiato”?

Anche io ho lasciato l’Italia per motivi di studio, ma dopo ho avuto la possibilità di tornare e l’ho colta al volo, anche se mi sono dovuto trasferire a Bologna. Mi sento innamorato dell’Italia e, fin da quando ho lavorato come volontario per le cerimonie delle Olimpiadi 2006 (avevo solo quindici anni), sento di dover in qualche modo restituire qualcosa al mio Paese. Per farlo, però, è stata necessaria una certa flessibilità.

Cosa significa per te lavorare per un’azienda italiana conosciuta in tutto il mondo come la Ducati?

Sicuramente è un grande orgoglio, perchè ho la possibilità di occuparmi di tutti gli aspetti legati al “Made in Italy” di un’azienda italiana conosciuta in tutto il mondo. In alcune occasioni, come quando il Presidente del Consiglio ha visitato la nostra azienda in quanto eccellenza italiana, ho sentito questo orgoglio in maniera particolare, anche perchè tra i miei compiti c’è proprio quello di curare “l’italianità” del marchio Ducati.

Sul lavoro hai una “giornata tipo” o la flessibilità gioca un ruolo importante nel tuo lavoro?

Difficilmente una giornata lavorativa è uguale all’altra. Più che ad una particolare routine, infatti, sul lavoro siamo particolarmente legati ai risultati finali delle mansioni che siamo chiamati a svolgere. La capacità di adattarsi alle diverse situazioni, dunque, gioca un ruolo fondamentale nel mio lavoro.

Nella foto, una linea di produzione della Ducati. Nello stabilimento di Borgo Panigale convivono realtà produttive molto diverse, dalla Scuderia di Moto Gp agli uffici dell’azienda

Quale consiglio ti sentiresti di dare ad un ragazzo di Valsalice che sogna di intraprendere una carriera simile alla tua?

Sinceramente mi sentirei di dare due diversi consigli. Il primo è quello di cercare di seguire il più possibile ciò che si ama e le proprie passioni. Per ottenere questo obiettivo, tuttavia, è necessario non avere mai paura, evitando di seguire strade che sono apparentemente facili ma che, in realtà, possono procurare meno soddisfazioni rispetto a quelle che si hanno nel seguire una strada apparentemente più difficile. Il mio secondo consiglio, dunque, è quello di non avere paura.

Come ultima domanda, una curiosità. Hai avuto la possibilità di incontrare i piloti di Moto Gp della Scuderia Ducati Corse?

Anche la Ducati Corse ha sede a Bologna e  il mio ufficio è molto vicino a quelli della scuderia. Non è raro, quindi, incontrare i piloti nei momenti in cui si trovano a Borgo Panigale, oltre che in occasione di particolari eventi legati al marchio Ducati. Anche la Scuderia Ducati è parte dell’azienda, anche se per ragioni di sicurezza i suoi uffici sono particolarmente protetti.

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