• domenica , 26 Maggio 2019

L’originale passione di Emanuele Raviol

Un ragazzo, un’arpa e una dedizione totale per la musica classica : lui è Emanuele Raviol, uno studente della IV ginnasio A  che ha accettato di parlarci a proposito del suo talento per l’arpa e dei suoi numerosi successi.

Quando è iniziata la tua passione?

All’età di 2 anni ho iniziato con corsi di ritmica e solfeggio e a 4 anni sono stato affascinato dalla bravura della mia insegnante Gabriella Bosio, arpista di fama mondiale, ed ho cominciato a prendere lezioni di arpa.

Quali sono stati i momenti salienti del tuo percorso artistico fino ad ora?

Durante tutti questi anni ho avuto l’opportunità di partecipare a numerosi concorsi e concerti in Italia e all’estero tra cui il Sony Classical Kids, la più grande casa discografica di musica classica. Ho inoltre suonato alla Pinacoteca di Brera nella sala del Bernini, alla Reggia di Venaria Reale, ho duettato con Jana Bouskova  e mi sono esibito per la trasmissione di RAI YoYo  “Le storie di Gipo”. Ho poi fatto parte di vari ensemble o complessi musicali come il concerto con più arpe in tutto il mondo, composto da 150 arpe a Torino e ho preso parte ad un programma di Cecchi Paone.

Come ti senti quando suoni l’arpa?

Mi dà un enorme soddisfazione sia mentre la studio sia mentre sono in concerto perchè mi sento realmente padrone di me stesso. Infatti nell’atto musicale viene coinvolto tutto il corpo e sono molto contento di riuscire a gestire tutti i miei gesti. Inoltre secondo me ciò che rende bellissima la musica classica è l’interpretazione e tutto il mondo che si può scoprire dietro al suo significato profondo.

Ti sei mai sentito diverso dagli altri per questo talento particolare?

Non mi sono mai sentito superiore agli altri ma devo dire che studiare l’arpa mi ha aiutato a sviluppare delle capacità di memoria e sensibilità maggiori.

Ci sono molti giovani che studiano arpa come te?

Si, anche se quando sono entrato in conservatorio a Como ero il più giovane. Ora ho molti amici che suonano questo strumento.

Hai mai pensato di mollare?

Ovviamente può essere un peso difficile da sostenere ma mi dà così tanta gioia e mi caratterizza. Per questo credo che non smetterò mai di suonare.

Cosa hai in programma per il futuro?

Ho deciso di continuare ad impegnarmi sempre di più e sto studiando veramente tanto per diventare l’arpista che voglio essere.

Cosa avresti fatto se non avessi incontrato la musica nella tua vita?

Non saprei esattamente. Credo che la mia vita sarebbe meno piena se non fosse pervasa dalla gioia e dalla felicità di coltivare questo interesse.

Cosa diresti ai tuoi coetanei per farli avvicinare al mondo della musica classica?

Solo partecipando a concerti ed eventi si riesce a comprenderla in una chiave diversa e non partendo dal presupposto che sia noiosa. Così non si riuscirà mai a capire il vero messaggio che vuole trasmettere.

Cosa ne pensi della trap e dei nuovi generi musicali?

La trap trasmette un messaggio orrendo e sbagliato, in un periodo in cui va di moda molestare verbalmente le ragazze e ostentare le ricchezze è molto difficile riproporre la musica classica a coloro che amano la Dark Polo Gang perchè non sarebbero in grado di apprezzarla: sarebbe come presentare una relazione di Aristotele a chi legge solo Geronimo Stilton.

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