• mercoledì , 20 Febbraio 2019

Un Festival tutto italiano

di Cecilia Rossi, Paula Carballo Martiez e Carola Pavesio

La kermesse canora più attesa dell’anno, alla sua 69esima edizione, con il 56% di share, elegge inaspettatamente al primo posto Mahmood, il giovane italo-egiziano che a dicembre aveva vinto Sanremo giovani. La sua Soldi ha superato I tuoi particolari di Ultimo, molto amato dal pubblico, e Musica che resta interpretata da Il Volo.

Queste le tre canzoni sul podio non condiviso dal Teatro Ariston che, durante l’annuncio della classifica, si è lasciato andare a fischi e cori da stadio per il tanto contestato quarto posto di Loredana Bertè.

I tre presentatori del Festival di Sanremo.

Oltre al risultato, che comunque non avrebbe mai accontentato tutti, è stato, per la seconda volta, il Festival di Claudio Baglioni, un uomo d’altri tempi e artista indiscusso, affiancato, nel Festival dell’armonia come lui stesso l’ha definito, da Claudio Bisio, inizialmente impacciato, ma che nel corso delle cinque serate ha rivelato la sua tipica simpatia e ironia, e da Virginia Raffaele che ha conquistato il pubblico con il suo medley aggiudicandosi una meritatissima standing ovation. Insomma un trio scoppiettante di presentatori che però non ha permesso a questo Festival di superare il meraviglioso spettacolo dello scorso anno.

Sarà stato il numero delle canzoni (24 per la prima serata) presentate in un susseguirsi pirotecnico di musica e testi, oppure gli ospiti saliti sul palco confusi con i cantanti in gara o ancora Baglioni che ha cantato la “Vecchia Fattoria” in un appuntamento tanto importante… sta di fatto che migliorare quanto fatto un anno fa non è stato possibile.

I BIG IN GARA

Enrico Nigiotti

Ex concorrente di X-Factor, ha proposto a Sanremo “Nonno Hollywood” brano dedicato al nonno a cui era tanto legato. Il pezzo, che alterna momenti di felicità alla mancanza per una persona fondamentale, permette a molti telespettatori di immedesimarsi nella storia raccontata.

Il Volo

Dopo la vittoria nel 2015 tornano al Festival, per festeggiare 10 anni di carriera, con Musica che resta, scritta tra gli altri dalla grandissima Gianna Nannini. Raccontano di ciò che rimane dopo la fine di un amore. Ormai famosi in tutto il mondo dove portano il bel canto italiano tornano con una canzone pronta a rinnovare il loro repertorio.

Ultimo

Sin dall’inizio decretato vincitore assoluto si classifica al secondo posto con la sorpresa di tutti. Riceve il premio TIMmusic con I tuoi particolari, assegnato alla canzone più ascoltata su TIMmusic. Nel brano il cantante si rivolge a qualcuno che non c’è più nella sua vita, probabilmente una donna. Fa più rumore della sua canzone la polemica sollevata a fine Festival contro i giornalisti in sala stampa

Ultimo, il secondo classificato, canta la sera della finale.

Loredana Bertè

Icona della musica rock italiana è stata la protagonista assoluta di questo Festival. “Sono venuta per vincere” aveva detto, sicuramente vincitrice morale. Per lei quarto posto e l’ovazione del pubblico.

Simone Cristicchi

Dopo anni di teatro torna al Festival di Sanremo e conquista il pubblico con Abbi cura di me, poesia che tocca l’anima. Racconta di come cambiare la società attraverso l’amore. Con la partecipazione conquista il quinto posto e vince il premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione e quello per la miglior composizione musicale dedicato aGiancarlo Bigazzi.

Tra i superospiti più attesi e commentati sui social: Andrea Bocelli, sul palco che l’ha visto nascere torna dopo 25 anni, con il “piccolo” Matteo. Il tenore e il suo, almeno a prima vista, degno erede sono riusciti a unire varie edizioni del festival: quello di ieri, vinto da un trentacinquenne Bocelli; quello di oggi che vede due generazioni a confronto e quello di domani con un figlio che dovrà sempre essere all’altezza del cognome che porta.

Elisa, Eros Ramazzotti e Giorgia sono stati soltanto alcuni degli ospiti del Festival, famosi in tutto il mondo. Sono tornati a Sanremo a regalarci meravigliosi duetti con Claudio Baglioni. Nella terza serata è salito sul palco Antonello Venditti per festeggiare i 40 anni de Sotto il segno dei pesci. A incantare tutti è stata però Serena Rossi che ha ricordato, con Almeno tu nell’universo, la grande Mia Martini dopo 30 anni dalla sua partecipazione al Festival.

Duetto tra Elisa e Baglioni.

LA FLOP FIVE DI SANREMO

Al quinto posto troviamo i The Zen Circus con L’AMORE E’ UNA DITTATURA

Probabilmente non siamo ancora pronti per questo genere di canzoni a San Remo. Il testo è una denuncia alla società che però non coglie nel segno

Al quarto posto c’è Arisa con MI SENTO BENE

Realistico il messaggio? No, è probabile che non ci creda nemmeno lei. Non pensare ai problemi della vita non fa bene, bisognerebbe sempre affrontarli

Al terzo posto abbiamo Achille Lauro con ROLLS ROYCE

Al di là delle polemiche relative ad un ipotetico doppio senso del titolo (oltre a essere il nome di una macchina Rolls Royce è anche il nome di una droga), non è ben chiaro il messaggio della canzone, ma d’altra parte lui stesso ci dice: “No non c’è niente da capire”.
“Ferrari bianco si Miami Vice” è una delle perle di saggezza del testo. Evviva.

Al secondo posto ci sono Nino D’Angelo e Livio Cori con UN’ALTRA LUCE

Secondo Wikipedia Sanremo è “Il Festival della canzone italiana”, non napoletana. Per carità, la canzone potrà sicuramente essere bella, ma per tutti coloro che non conoscono questo dialetto era presso che incomprensibile, e quindi ingiudicabile.

A sorpresa il primo posto non spetta a una canzone, ma al sistema di Sanremo e a tutto ciò che ne è legato.

Ci sono state discussioni riguardo al sistema di voto della serata finale, (50% televoto, 30% Giuria della Sala Stampa, 20% Giuria d’Onore). In primo luogo non si capisce come siano potute cambiate le percentuali nell’arco di un paio di giorni (le percentuali parlano chiaro).  Oltre a ciò la Giuria della Sala Stampa quest’anno ha capovolto le sorti della gara; dal risultato del pubblico infatti avrebbe vinto Ultimo con il 46,5% di voti e Mahmood sarebbe arrivato terzo con il 14,1 %, ma le due giurie interne hanno cambiato il risultato. Questo significa che i risultati non sono dipesi dal pubblico, ma da una giuria non pienamente competente

Nonostante l’inadeguatezza di questo Sanremo c’è da notare che la maggior parte dei brani era splendida. Tra questi va un grande ringraziamento a Irama che con la sua La ragazza con il cuore di latta ha denunciato un crimine purtroppo ancora troppo diffuso, ovvero la violenza domestica, in particolare ha raccontato delle violenze di un padre sulla sua bambina. Ci ha aperto gli occhi e l’ha fatto con un testo delicato e sfrontato allo stesso tempo, senza paura

I LOOK DI VIRGINIA RAFFAELE

6/10

Semplice ed elegante, esalta la sua figura slanciata. Ma visto e rivisto, nulla di eccezionale.

4/10

Carina l’idea del vedo non vedo, pessimo il risultato. Sbagliati anche la lunghezza ed i volumi.

2/10

Semplicemente terrificante. Meno male che i due punti del P.O.F. sono garantiti.

6,5/10

La forma dell’abito non la valorizza. Bello il tessuto. Sbagliata la spilla.

7/10

L’abito la slancia e mette in evidenza le sue curve, peccato per gli striscioni carnevaleschi e l’effetto carta da pacchi.

6,5/10

Il colore non le dona e la sciarpina al collo non si abbina alla scollatura.

8,5/10

Veramente azzeccato, ma un raccolto sarebbe stato più adatto. Bella la scarpa.

10/10

Il più bello tra gli abito che ha indossato, semplicemente perfetto. Sensualissimo il fiocco sulla schiena, ideale la cintura sottile che esalta il punto vita.

2/10

Forse ancora peggio dell’abito bianco a fiori. E abbiamo detto tutto.

8/10

Semplice ed elegante ma già visto. E proprio a Sanremo…

7,5/10

Bello il dettaglio dei polsini e il vedo non vedo. Sempre adatto il nero. Adatto ma non il migliore. Potrebbe (e dovrebbe) osare di più.

9/10

Monumentale e funzionale durante l’esibizione, è stato parte integrante della scenografia. Approvato.

8/10

Questo semplice abito nero, impreziosito dal filo d’argento le valorizza gambe e décolleté. Ben fatto. Bello il raccolto, con la scarpa si sarebbe potuto osare di più.


SPECIALE CLAUDIO BISIO
Le sue giacche, amate e odiate, sono azzeccatissime: mentre Baglioni non si scompone e opta per abbinamenti più classici Bisio ci stupisce. Scenografico.

LA MEGLIO VESTITA DEL FESTIVAL
La vincitrice indiscussa è Paola Turci, che trasforma il classico smoking (sia in nero che in bianco) in seducenti e modernissime jumpsuit con scolli abissali, ideali per il suo décolleté misurato.

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