• mercoledì , 21 Agosto 2019

Ronaldo ed Allegri contro le polemiche, la Champions delle rimonte

La Juventus annienta l’Atletico Madrid rimontando in una serata magica:la sfida non all’altezza del Wanda Metropolitano. I tre gol hanno la firma di Cristiano Ronaldo che, nei momenti di bisogno, dà sempre il suo meglio; ma oggi non è sicuramente l’unico protagonista.

Si potrebbe parlare di Bernardeschi, che fatica a liberarsi del pallone ma trova sempre grandi giocate e spunti vincenti, come nel caso del magico assist per il colpo di testa da cui tutto è cominciato; non dimentichiamoci però di Emre Can, adattato a centrale sorprendendo anche il Cholo, lotta su ogni pallone con una grinta incredibile che schiaccia l’Atletico nella sua metà campo. Se i bianconeri sono riusciti in quest’impresa però, è sicuramente anche grazie a giocatori come Pjanic, che smista intelligentemente ogni pallone che si trova tra i piedi, Spinazzola, che cerca sempre il fondo senza paura di puntare l’avversario, e naturalmente King Kong Chiellini, onnipresente, è un muro impossibile da scalfire e ancora una volta si è dimostrato tra i difensori centrali più forti al mondo. Grande capitano, ma il vero leader della partita è un altro: Cristiano Ronaldo.

E’ stato preso per questo, trasformare i sogni in realtà. Forse per la prima volta da quando indossa la casacca bianconera si è visto il vero e proprio CR7, diverso però dal Ronaldo di Madrid o quello di Manchester, è un Cristiano che ha una buona parola per tutti, incoraggia i suoi compagni anziché accusarli e soprattutto incita lo stadio appena ne ha occasione. Gioca a disposizione della squadra e per il bene di questi colori, non punta l’uomo da qualsiasi posizione si trovi o cura solamente il suo orticello, come forse si era visto in qualche partita di questa stagione. Insomma, quando il gioco si fa duro Cristiano inizia a giocare, non è un caso che con la tripletta di stasera il portoghese sia arrivato a quota 25 reti contro i colchoneros che, tra l’altro, non prendevano gol da ben 5 partite.

L’atletico è stato annientato da quegli undici leoni in maglia bianconera, ma oggi più che mai è stata fondamentale la gestione che sta sotto a questa grande prestazione, un direttore d’orchestra che incanta gli avversari con la sua musica: Max Allegri.

Prima sorprende Simeone e i suoi con il colpo di genio di mettere Emre Can centrale e poi gestisce alla perfezione 90 minuti di puro spettacolo, senza concedere mezza occasione da gol all’Atletico, ad ogni mossa del Cholo il toscano ribatte a modo, sperimentando gesti audaci e formazioni complicate, che sanciscono l’umiliazione dei Colchoneros. Forse scaccia finalmente ogni polemica e voce di corridoio, zittendo chi continua a criticarlo. Ora la Champions diventa l’obiettivo primario, inutile nasconderlo, quando si è a +18 dai secondi in campionato, e senza la squadra che ha eliminato i bianconeri in coppa gli ultimi 2 anni, è normale che il sogno diventi lo scopo di questa stagione; però non bisogna giocarsela con la paura di questa competizione che a portato alla sconfitta a Madrid, ma con lo spirito dei sopravvissuti, di chi si è visto in punto di morte e ha avuto la forza di rialzarsi, di chi non ha più nulla da perdere.

Alla ricerca di questa pazza coppa che assiste a sempre più cambiamenti di risultato e rimonte, dal Porto ai Red Devils, addirittura l’Aiax e infine la Juve. Bianconeri che però negli ultimi anni ci avevano abituato a rifarsi nella partita di ritorno, a volte sfiorando l’impresa, come a Monaco o al Bernabeu, e altre volte raggiungendola, come a Wembley l’anno scorso. Magari ai quarti sarà sufficiente vincere l’andata…

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