• giovedì , 20 Giugno 2019

I giovani e la comunicazione

di Marta Cirio e Agnese Donna

Grafici di Umberto Bosco e Matteo Giacomelli

In occasione della #TenYearsChallenge noi del “Salice” abbiamo scritto, in seguito ad un sondaggio, quanto il modo di esprimersi dei giovani stia diventando un “Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia”.

Il nostro sondaggio distribuito nelle classi

Esattamente due lustri or sono era apparso sulle pagine del Salice, all’epoca solo cartaceo, un sondaggio sul rapporto tra i giovani e la comunicazione. Dieci anni dopo abbiamo riproposto praticamente le stesse domande confrontando le risposte e abbiamo potuto notare quanto in così relativamente poco tempo sia mutato il modo dei ragazzi dai 14 ai 18 anni di interfacciarsi con gli altri e con il mondo.

La pagina del sondaggio del Salice di dieci anni fa

1 Quale mezzo usi principalmente per tenerti in contatto con i tuoi amici, oltre ai momenti in cui li vedi?

A questa domanda ormai la risposta appare ovvia se non addirittura scontata: WhatsApp. Infatti, si sta verificando un notevole accrescimento dell’utilizzo dei social (come si può notare) soprattutto per contattare persone e, d’altra parte, un sempre minor uso della comunicazione diretta, ad esempio le chiamate, quasi come se si provasse fastidio nel sentire una voce di una persona.

Dieci anni fa esistevano ancora le lettere, queste sconosciute, nonostante Facebook stesse già adescando nella sua rete di intrecci l’80% dei ragazzi.

2. Quanti minuti passi al telefono (voce) in media al giorno?

In un mondo così frenetico le chiamate sono passate di moda. Si crede di non avere più tempo per parlare. Quindi, ci si nasconde dietro a schermi, illusi che inviare un messaggio impegni poco. Ma quei famosi “due secondi” moltiplicati diventano ore, se non giorni. Quest’idea era imperante anche in passato: i 3/4 degli alunni spendevano un tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti al telefono. Come si osserva nel grafico, soprattutto per i ragazzi del biennio, ma anche per i più grandi, ora prevalgono i dieci minuti di chiamata, non di più.

3. Quanti messaggi mandi in media ogni giorno?

Più che veloci, più che immediati…Istantanei. I messaggi sono aumentati in maniera esponenziale, da una decina al giorno a più di novanta (per molti). Un tempo, invece, solo il 10% dei ragazzi ne inviava più di 50 al giorno. I messaggi sono probabilmente gli artefici del cambiamento di linguaggio. Si utilizzano abbreviazioni anche in parole già corte per natura (es. “nn”), non solo per “modernizzare” la lingua, ma anche per la fretta che si ha, quasi come se fosse svanita la cura per la lingua e di conseguenza per la persona stessa. Prima l’utile, poi il bello. E così i ragazzi, presi in un vortice senza fine ne sono attirati come da una droga.

4. Quanti minuti passi attivamente (non solo restando collegato) sui social network ogni giorno?

Oggi, soprattutto i ragazzi, si ispirano a modelli come youtubers o bloggers. Infatti mentre prima l’andare sui social era visto come un passatempo, ora invece è divenuto un vero e proprio esempio di vita a tal punto da considerare veri amici semplici conoscenti o addirittura followers. Per ciò gli studenti in media passano dai 25 ai 60 minuti sui social ogni giorno, e non pochi arrivano fino ai 90. Sembra quasi irreale che alcuni, solo 10 anni fa, potessero rispondere “non ho internet e non mi interessa”.

5. Perché usi i social network?

“Per ritrovare vecchi amici” direbbero dieci anni fa, mentre ora la reazione a questa risposta sarebbe un sorriso quasi sarcastico.Difatti si sente sempre più il bisogno ossessivo-compulsivo del “tic” cercando continuamente nuovi aggiornamenti, vedendo le foto senza nemmeno guardarle, scorrere le notizie senza nemmeno leggerle e seguire persone senza nemmeno conoscerle. Per cui come evidenzia il grafico, questi mezzi sono un vero e proprio passatempo.

6. Pubblichi o (pubblicheresti) foto (tue e/o di altri) sui social network?

L’ argomento foto è un tasto delicato, in particolare in questo momento in cui eccellono le immagini, una corrente continua di foto intenta a saziare la vista della gente. Prevalgono due punti di vista: coloro che dicono di pubblicare quasi mai foto, i quali ritengono di poco conto l’immagine di sé che si dà e altri invece che affermano: “Spesso”. Il “Quasi mai” in questo caso, come in passato, ha la meglio, ma non è scontato.

7. Quanto sei consapevole dell’utilizzo dei tuoi dati da terzi?

Una perfetta contraddizione. Sebbene tutti, infatti, siano consapevoli dell’utilizzo da parte di terzi, l’immagine sovrasta la persona e così prevale il farsi conoscere. Così facendo si vendono facilmente i propri dati in cambio di like, commenti, visualizzazioni, in cambio di finta popolarità. Quindi essere conosciuti per ciò che appare e non per ciò che si è. 

Un tempo, invece, era schiacciante la superiorità di coloro che pensavano che la privacy andasse benisssimo così, inconsapevoli di cosa sarebbe accaduto.

8. Che cosa usi su internet per tenere gli amici aggiornati su ciò che fai e pensi, oltre ai soliti social network?

I social sono i mezzi con cui più le persone si fanno conoscere. Difatti la maggioranza, in particolare il triennio, ha segnato “altro”, come coloro che alcuni anni fa avevano specificato “Facebook”. Oltre a questo mezzo, in pochi dicono di tenere un blog, alcuni usano piattaforme di video-diari e microblogging.

9. A tuo parere quali di questi caratteri ti permettono di riconoscere una fake news?

Quasi tutti hanno risposto che il carattere che più permette di riconoscere una fake news è la verifica della fonte, ma se le fonti sono solo più social network non siamo più in grado di discernere il vero dal falso.

10. A tuo parere la seguente notizia è vera?

Secondo il presidente russo Putin, Trump corrisponderebbe al “Futuro”. Durante una conferenza stampa presieduta in mattinata al fianco del Ministro degli esteri Sergej Viktorovič Lavrov, il leader del Cremlino avrebbe manifestato la sua ideologia di “futuro del mondo” vedendo in Trump cambiamento e innovazione. Nel centro della conferenza analizzando la situazione politico economica mondiale, Vladimir Putin avrebbe menzionato l’Italia indicando come aria di cambiamento “Matteo Salvini” o “Beppe Grillo”: “Il mondo sta cambiando, la storia si ripete e i partiti ciclicamente si succedono. L’era della sinistra volge al termine, Trump ne è la chiara dimostrazione, in Italia il Partito Democratico è in frantumi, il futuro lo vedo in Matteo Salvini e Beppe Grillo”

(da News24 Roma del 26 gennaio 2017)

Come si può desumere dal grafico, la maggior parte ha affermato la falsità della notizia (così come in realtà), ma è presente anche una percentuale di chi invece la reputa vera

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