• domenica , 25 Ottobre 2020

Civiltà e Umanesimo secondo Alessandro Barbero

Lo storico inglese Arthur J. Toynbee, nel suo saggio “A Study of history” individua, all’interno della storia umana, ben 25 grandi civiltà diverse (tra cui, nel mondo Occidentale, quella greca e latina), tutte segnate da tre momenti ricorrenti: formazione, apogeo e crisi. La ventiseiesima civiltà , secondo lo storico inglese, è quella presente, di cui non è ancora possibile individuare con precisione questi tre grandi momenti. Definire con esattezza il termine “civiltà”, però, non è facile e proprio di questo hanno discusso lo storico Alessandro Barbero e il filosofo Maurizio Ferraris in un incontro svoltosi al Salone del Libro di Torino venerdì 10 maggio.

L’interno del Salone del Libro 2019, dove si è svolto l’incontro fra Maurizio Ferraris e Alessandro Barbero

Il dialogo fra i due accademici italiani, moderato dal giornalista Danco Singer, ha riguardato, il rapporto fra la definizione di “civiltà” e la società  contemporanea, che spesso, come ha affermato Barbero nel corso dell’incontro: “Considera “civiltà” una parola dal significato molto chiaro, ma spesso non è in grado di definirla

Il concetto di civiltà  secondo lo stesso Barbero, docente di Storia Medievale e collaboratore di diversi programmi televisivi, affonda le sue radici soltanto nell’età  moderna, in particolare fra l’età delle grandi scoperte geografiche, quando l’Occidente è stato “chiamato” a conquistare nuovi territori e ha sentito la necessità di definire, in maniera netta , la demarcazione fra la propria cultura e quelle di altre popolazioni, nell’ottica di una gerarchia che identificasse quella Occidentale come una civiltà  “superiore”.

Alessandro Barbero e il moderatore, Danco Singer, durante l’incontro

Nella società  moderna il concetto di una “gerarchia” fra le diverse civiltà è venuto meno ma, secondo Ferraris, professore di Filosofia Teoretica presso l’Università  di Torino, questo non significa necessariamente che debba venir meno il concetto stesso di “civiltà“. Secondo il filosofo torinese, infatti, “L’uomo ha intrinsecamente bisogno di cultura”, tanto che il concetto di civiltà  può essere legato a quello greco di “paideia” termine che designa la formazione di un uomo e la sua crescita intellettuale.

All’interno del Salone del Libro è stata posizionata una struttura chiamata “Albero dei Libri”

Il termine “civiltà” presenta anche un altro significato, legato ad una adesione ad un codice di comportamento, diverso per ogni cultura e momento storico. Secondo Barbero, questo dettaglio marca una differenza fra la società  presente e quella del passato. La “rivoluzione” dell’Illuminismo ha portato l’uomo a rispondere in maniera diversa ai mali del presente, sostituendo il mito di una passata età dell’oro con una fiducia nel progresso e nel futuro.  Secondo Ferraris, tuttavia, l’incertezza nel futuro, propria anche dell’uomo contemporaneo, porta ancora il genere umano a rimpiangere il passato, spesso anche in maniera irrazionale, costruendo delle nuove “Età dell’Oro” e dimenticando gli aspetti positivi del presente in favore dei suoi elementi puramente negativi.

La relazione fra la società  contemporanea e il concetto di civiltà, dunque, resta strettissima, nonostante sia complesso applicare al presente il concetto di “civiltà” in senso storico e filosofico. L’uomo, tuttavia, resta un essere legato intrinsecamente alla cultura e alla necessità  di essere compreso all’interno di una comunità  che, secondo Alessandro Barbero, lo possa aiutare anche a vincere la sua inconscia paura legata all’incertezza del futuro.

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