• sabato , 25 Maggio 2019

Come narrare la storia: quattro diversi orizzonti.

Un autore, una giornalista, una sceneggiatrice ed un programming editor riuniti per discutere della relazione tra i metodi di comunicazione odierna e gli eventi del passato che si vogliono mantenere vivi ed attuali. Catturare l’attenzione di nuovi lettori quando si parla di storia non è sempre facile. I manuali scolastici hanno spesso creato un’idea distorta e banale di cosa la storia può trasmettere, facendo perdere ai più la passione per la conoscenza della nostra stessa identità di uomini.

Nella sala Magenta, al Salone del libro di Torino, Anita Rubini (Focus Storia), Luisa Cotta Ramosino (produttore creativo di Medici – Masters of Florence), Guido Casali (Sky Arte) e Marcello Simoni (Einaudi) hanno avuto modo di esporre le caratteristiche e le peculiarità riguardo al rapporto che lega il loro mestiere all’arte della storia.

Marcello Simoni, autore di diversi romanzi tra i quali “Il mercante dei libri maledetti” o ” La biblioteca perduta dell’alchimista” ha insistito molto sul proprio metodo narrativo, influenzato non poco dall’attenzione per il vero storico del creatore del romanzo italiano per eccellenza, Manzoni, e allo stesso tempo dalla leggerezza di Calvino, che consiste in una previa ricerca estremamente minuziosa e dettagliata di tutte le circostanze paesaggistiche, culturali e linguistiche in cui vuole inserire i suoi personaggi. Poi seguita dalla creazione delle figure che accompagneranno il lettore fino all’ultima pagina del libro. Il tutto descritto in maniera chiara, precisa e appunto leggera in modo da accattivare il lettore con un linguaggio scorrevole e dei personaggi che prendono vita nel corso della storia.

Questo suo metodo deriva anche dalla passione che dai primi anni di università l’ha portato ad abbandonare la scrittura di racconti dell’orrore per dedicarsi all’archeologia e in particolare alla filologia romanza medievale. Proprio la capacità di inserire con scioltezza proverbi o parole tipiche dell’epoca del romanzo è ciò che lo rende un autore così particolare e piacevole da seguire.

Un rapporto molto diverso ha con la storia invece Luisa Cotta Ramosin, che si occupa principalmente della sceneggiatura di serie TV. Per lei infatti è di maggiore importanza l’efficacia dell’impatto che le parole degli attori potranno avere sul pubblico, in quanto interessato ad un intrattenimento più leggero, e la giusta scelta per le scenografie ed i luoghi in cui si gireranno le future scene. Ha affermato che c’è anche una grande differenza tra l’interesse comunque più solenne e pedagogico italiano e quelli più spavaldi e frivoli nella trattazione di fatti e personaggi storici.

Si può osservare lo stesso oggetto sotto un ulteriore punto di vista: Anita Rubini infatti tratta la storia in modo più professionale e scientifico in quanto giornalista per Focus Storia. Non manca l’originalità neanche in questo ambito (un articolo comprende la narrazione di anni e anni di eventi storici studiati dalla prospettiva di una piazza) però il messaggio è indirizzato a professori universitari, esperti o appassionati amatoriali ed è naturale e corretto doverlo adeguare a livelli di profondità e serietà maggiori.

Infine Guido Casali, a capo della selezione dei contenuti per il canale di sky dedicato esclusivamente all’arte e alla ricchezza del territorio italiano ha condiviso un opinione più complessiva, ed eterogenea. Il suo mestiere gli permette di trattare la storia in qualunque modalità preferisca: nel caso di un documentario rispecchierà maggiormente lo spirito di Focus, se fosse un corto sceneggiato allora potrà concedersi maggiori libertà e ancora di più se si trattasse dell’approfondimento di un testo di letteratura moderna.

Generalmente tutti sono stati d’accordo sulla modalità con cui rendere la condivisione della storia più affascinante, indipendentemente dal mezzo con cui questa avvenga: servono un personaggio importante e il suo scontro con scelte e situazioni complicate, dalla risoluzione delle quali ottiene una crescita interiore e maggiore forza d’animo. Infatti sono l’immedesimazione e la proiezione delle proprie speranze realizzate ciò che spinge principalmente un uomo ad interessarsi alle vicende altrui. Con la storia è possibile analizzare la nostra identità di singolo e di membro di una società; allo stesso tempo continuare a costruirla, e costruire un futuro migliore per noi ed i posteri.

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