• martedì , 17 Settembre 2019

Attento ai Confini

Céline Zufferey è una scrittrice Svizzera di 27 anni, diventata famosa principalmente per il suo libro “Sauver les meubles” uscito in Francia nel 2017, tradotto in Italiano con il titolo “Non perdere le viti” quest’anno ed in procinto di essere tradotto in svedese. Donna particolarmente anticonvenzionale, tratta di argomenti comunemente visti con pudore dal pubblico.

Il libro “Non Perdere le Viti” si concentra sugli effetti del marketing al giorno d’oggi. Il protagonista, di cui non sapremo mai il nome, è un fotografo di trent’anni che per motivi di necessità di denaro è costretto a lavorare per un’azienda di mobili per realizzare il catalogo. E’ un tipo piuttosto determinato e autoironico che passa le serate nel suo monolocale su siti d’incontri, con un padre malato “parcheggiato”, come dice il libro, in una casa di riposo. Nel corso di questo periodo di lavoro frequenta la bella
Nathalie, modella del servizio fotografico che interpreta la classica madre di famiglia a completare il quadretto che sarà funzionale a creare un’ideale di serenità che a sua volta spingerà le persone ad acquistare il mobile.

Succede però che la stabilità trovata dal protagonista viene alterata da una serie di avvenimenti. Si trova in una situazione di stallo che viene interrotta da Christophe, un collega, che gli propone di collaborare per creare un sito a luci rosse a pagamento. Nonostante un’iniziale diffidenza, accetta. Successivamente l’iniziale eccitazione si trasformerà in una serie meccanica di scatti miranti soltanto ad una pura vendita.

Si vede quindi la contrapposizione di due mondi distanti che in un momento diventano estremamente simili, ovvero il mondo del marketing e del porno. Il protagonista, che inizia ogni lavoro come un gioco si trova poi consapevolmente influenzato a tal punto che da un determinato punto in poi non farà nemmeno resistenza.

L’autrice tratta il tema erotico senza mezzi termini e con ironia, come metafora per dare un’idea di oppressione da parte del mondo esterno. Il protagonista infatti si sente come ottuso da tutte quelle immagini, tutti quei prototipi di vita, e si trova nuovamente alla ricerca di se stesso. Il meccanismo del marketing si rivela una cella di galera e l’unica cosa che può emergere è l’istinto.
L’istinto che lo porta ad amare l’odore dei capelli dell’amata, l’istinto che lo spinge a difendere una bambina dalla eccessiva pressione della madre, l’istinto che dà nascita ad una rivoluzione interna.

Molta attenzione ai dettagli unita a frasi essenziali rendono il testo pulito e raffinato, addolcito da scene comiche e fortemente ironiche. L’autrice non rivela molte informazioni, perché ritiene che da un certo punto in poi il lettore conosce il protagonista ed è in grado di scoprire ciò che è nascosto, lascia libera interpretazione a ciascuno. L’obiettivo è uscire dagli schemi per trovare una propria autonomia il meno condizionata possibile dall’ambiente esterno.

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