• venerdì , 5 Giugno 2020

Un mondo parallelo

È lo specchio dell’anima.

Tutta la musica che noi ascoltiamo è frutto di quelli che sono i sentimenti della persona che la scrive o che compone una melodia. Basti pensare anche ai compositori Mozart o Beethoven, sicuramente hanno composto le loro melodie perché volevano comunicare qualcosa. È un modo per esprimersi, perché in ogni canzone ognuno trova un pezzo di sé, accorgendosi che c’è qualcosa di più rispetto a ciò che si dice di provare, ma si capisce qualcosa che non si è in grado di ammettere a se stessi. La si ascolta per ricordare momenti felici, per ricordare quelli tristi legate a persone importanti della propria vita, per celebrare un momento, raccontare una storia, per esprimere anche il clima che ci deve essere in un determinato contesto… in sostanza si può utilizzare in tutte le situazioni.

Persino nell’antica Grecia gli aedi erano accompagnati dalla musica per i loro canti. Da questo si può dedurre che è un qualcosa senza età, la musica che si ascoltava ieri è la stessa che si ascolta oggi, perché si ricercano delle melodie che sappiano dire ciò che uno da solo non riuscirebbe a fare.

Ma è anche un modo per estraniarsi dal resto del mondo e stare da soli, per cercare di essere onesti almeno verso noi stessi e capire che cosa vogliamo veramente per essere pronti ad affrontare il mondo che ci circonda. Ci si rinchiude con le cuffie in un altro mondo parallelo in cui ci si rende conto di dover affrontare dei sentimenti o delle parole non dette… è come se non ci fosse nessun’altro oltre a se stessi e la propria musica; la stessa cosa vale anche quando si è in compagnia: ci si vuole lasciare alle spalle tutto ciò che fa pensare troppo e si cerca di vivere quel piccolo momento di serenità che nessuno potrà portare via. “Aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” (Bach)

Tutto ciò che una persona ha affrontato, momenti belli e brutti, tristi e felici; tutto quello che avrebbe voluto dire ma che non ha mai detto, viene espresso dalla musica e dalle sue parole, come se fosse un libro in cui ogni pagina della nostra vita è compilata dal testo di una canzone. Attraverso una successione di esse si crea un vero e proprio racconto destinato a durare per sempre nella memoria di tutti, perché ognuno, pur non sapendolo, riascoltando quella determinata canzone, ascolterà anche una parte della vita di ciascuno di loro che hanno ritrovato in quelle parole un pezzo della propria anima.

Ascoltando delle canzoni, ma anche scrivendole, ci si sente spogliati di tutte quelle difese che non lasciavano trapelare alcun tipo di emozione, lasciando spazio alla risata, ai pianti, e alla consapevolezza di ciò che si è riusciti a comprendere, per chi le ascolta, e ad esprimere, per chi le scrive, attraverso le loro parola. Questo lo si può vedere nei concerti, in cui, in base a ciò che viene cantato, si vedono sorrisi o lacrime, di gioia o di dolore, sia tra il pubblico, sia sul palco da parte dell’artista.

Alcuni dicono che la musica possa essere utilizzata come terapia, come cura: può aiutare a prendere delle decisioni in modo più consapevole, a fronteggiare situazioni molto difficili o in cui non ci si sa muovere, ad esprimere sentimenti nella maniera più adatta; per questo quando ci si innamora o quando si perde qualcuno di molto caro si dedicano sempre delle canzoni, proprio per far capire che in quel preciso istante si sta pensando a quella persona soltanto e le parole della melodia parlano nel modo in cui chi l’ha dedicata non ne sarebbe stato capace.
“La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza” (Nick Hornby)

Forse la musica rende tutti più coraggiosi, più in grado di buttarsi in una situazione e cercare di affrontarla, perché alla fine ciò che frena tutto è la paura; per questo viene anche utilizzata da psicologi o da medici come terapia, proprio perché la paura, anche di se stessi, frena tutto ciò che una persona potrebbe fare. Ci aiuta e ci dà la possibilità di essere liberi.

“La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo.”  (Platone)

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